Tra una settimana ritorna Gomorra, parte il conto alla rovescia dei fan

Tra una settimana ritorna Gomorra, parte il conto alla rovescia dei fan

Riprende una delle serie italiane di maggior successo. Tante le aspettative sull’evoluzione della trama e dei personaggi principali


Il rischio di emulazione non vale la soppressione della libertà di espressione; l’esercizio di tale libertà, invece, vale bene il rischio di eiaculazione precoce. Perché quella per la seconda stagione di Gomorra non è stata una semplice attesa, è stata una vera e propria astinenza, che ha lacerato, turbato, scervellato tutti coloro che, come si dice nel gergo ‘seriale’, ne “sono rimasti sotto”, che hanno cioè sviluppato una dipendenza patologica dopo il clamoroso successo della prima stagione. Fortunatamente per il nutritissimo gruppo di ‘malati’, la fine della crisi di astinenza ha una data precisa: 10 maggio 2016. Insomma, ci siamo. Ancora pochi giorni e il vizio potrà attecchire nuovamente e ancor più imperiosamente, dal momento che ci sono ben due anni da recuperare. Un’eternità. Ma in questo poco tempo che separa dalla data fatidica, in quei pochi intervalli di lucidità che restano si potrebbe provare ad immaginare l’evoluzione dei personaggi di spicco che hanno fatto la fortuna della serie tv firmata Sky, vale a dire Genny Savastano, Pietro Savastano, Ciro Di Marzio e Salvatore Conte.

gennyAl movimento della mano di Genny (Salvatore Esposito), l’istantanea che chiude la prima stagione, sono stati dedicati studi di indicibile complessità; sono stati richiesti i pareri dei più grandi e stimati luminari del pianeta, dal prof. Saillant al prof. Mariani, i quali, va detto, hanno sempre professato un cauto ottimismo circa le possibilità di recupero del Savastano jr.. Non solo scienza, ma anche religione. Molti hanno pregato (c’è anche chi l’ha fatto per la prima volta in vita sua) perché l’enfant prodige non abbandonasse la scena anzitempo, a maggior ragione a seguito della virtuosa trasformazione che lo aveva visto protagonista. Ora, sarà un caso, ma la sinergia scienza-religione ha dato i suoi frutti: Genny è vivo e lo vedremo all’opera anche nella seconda stagione. Sospiro di sollievo. Magari, chissà, dopo la convalescenza, lo troveremo (ri)cambiato, magari recupererà quella sana inadeguatezza che aveva prima del viaggio in Honduras. Ormai stufo di questo gioco della morte metterà, come si dice, la testa a posto, forse riuscirà persino a trovare la donna giusta. Lui che in fatto di donne, ricordiamolo, ha avuto soltanto delusioni. A cominciare da Noemi, che era interessata soltanto ai suoi soldi, fino ad arrivare a Jessica, che forse nutriva anche dei sentimenti sinceri, ma che ha avuto nel padre (medico e politico) un fervido oppositore alla nascita di quello che poteva davvero essere un grande amore. Genny, è bene sottolinearlo, da gran signore qual è si mostrò molto rispettoso della decisione del padre di Jessica e con estrema delicatezza prese tutte le precauzioni necessarie affinché la ragazza non rimanesse incinta. Chapeau!

pietroLa ricerca della felicità di Genny potrebbe essere favorita dal rientro in grande stile di Don Pietro Savastano, che relegherà il figlio al ruolo di subalterno deresponsabilizzandolo e concedendogli più tempo libero. Anche per evitare che commetta altri disastri. Già, Don Pietro Savastano (Fortunato Cerlino). Lo avevamo lasciato all’atto di salire in macchina con Malammore, il quale aveva diretto ed eseguito (con l’aiuto di altri uomini) con rara efficienza l’agguato ai danni del ‘cellulare’ della Polizia Penitenziaria su cui viaggiava il boss, fintosi infermo di mente, che doveva essere trasferito in un nuovo istituto penitenziario. Diverse sono le sfide che attendono Savastano senior nella nuova stagione. Prima fra queste, la riorganizzazione del clan, presumibilmente avvalendosi particolarmente, almeno nelle fasi iniziali, proprio di Malammore, l’unico della vecchia guardia ad essere rimasto in vita. Non sarà certo facile recuperare credibilità dopo gli errori gestori commessi dal figlio Genny, soprattutto non sarà facile avviare nuove alleanze. Il tutto dal bunker in cui verosimilmente si nasconderà, perché è questo di regola il destino dei latitanti, abitare per decenni in una prigione di lusso situata nei pressi del nucleo terrestre, tanto è vero che i climatizzatori viaggiano a palla manco fosse Las Vegas. Anzi, quanto a pacchianeria degli arredi, che spesso contemplano anche delle slot machine, gli alloggi dei camorristi sono proprio Las Vegas. Come se non bastasse, Don Pietro dovrà fare a meno della devozione di donna Imma (Maria Pia Calzone), la sua compagna di vita brutalmente assassinata dagli uomini di Ciro Di Marzio. Probabilmente, però, donna Imma mancherà più a noi che al Savastano, il quale, una volta elaborato rapidamente il lutto, si tufferà a capofitto nel lavoro, e a quel punto la libertà e l’amore mancanti saranno integrati dal potere.

ciroIl potere è l’unica cosa che conta anche per Ciro Di Marzio (Marco D’Amore). Lo sanno bene le famiglie Savastano, Russo, la famiglia di Manu e quel che resta della famiglia di Danielino, giusto per rendere l’idea di quanto sia stato devastante il ‘modus operandi’ di Ciro. Ma soprattutto lo sa la sua famiglia, vale a dire la moglie e la figlia piccola, che per assecondare le pulsioni arriviste dell’Immortale sono state letteralmente ‘sbattute’ e nascoste a destra e a sinistra manco fossero delle latitanti, a rischiare la vita ad ogni passo. Evidentemente ci sono gli estremi perché Debora avvii la pratica di divorzio, anche perché nell’ultimo periodo il Di Marzio, sempre per ragioni di potere, trascorreva gran parte delle sue giornate con Rosario, un personaggio dal volto diversamente rassicurante: per informazioni chiedere a Bruno (l’amico rosso di Danielino), che per non vederlo più è fuggito a Marsiglia. Rassicurante, invece, per dare un po’ di stabilità familiare ai Di Marzio e scongiurare quindi il pericolo del divorzio, potrebbe essere il gratificante (per entrambe le parti) sodalizio criminale stipulato con lo scissionista Salvatore Conte, il quale, dopo estenuanti trattative, è riuscito ad assicurarsi le prestazioni del Maradona dei killer. Forse finalmente Ciro vedrà soddisfatta la sua sete di ambizione. Anche se non bisogna mai fidarsi dell”Immortale: è un personaggio non del tutto stabile, pensa continuamente.

salvatoreCosì come pensa continuamente, fino a rasentare il filosofico, Salvatore Conte (Marco Palvetti), forse il personaggio più complesso e affascinante dell’intera serie. E’ sempre nell’aria, è sempre presente nei pensieri degli altri personaggi (ma anche nei pensieri degli spettatori) pur avendo avuto a disposizione un minor numero di scene per esprimersi. Forse è per questo che quando si è espresso è stato costretto a ricorrere a metafore di eccezionale efficacia e di elevato spessore filosofico. Metafore davvero trancianti tipo quella utilizzata quando si mostrava dubbioso circa le capacità di ricerca dei suoi uomini; oppure quando rifiutava categoricamente la succedaneità della sigaretta elettronica rispetto alla sigaretta ‘vera’. Sarà curioso capire questa volta di cosa farà a meno, visto che il suo ascetismo gli impone ogni anno di rinunciare a una suprema fonte di godimento, per non avere bisogno di niente (tranne del potere, si intende) e non avere paura di nessuno. Ma dal 2014 sono passati appunto due anni, quindi le rinunce dovranno essere due. Per la precisione deux friture.