Giugliano, il sistema del Clan Mallardo: “I dipendenti comunali prendevano 2500 euro a pratica”

Giugliano, il sistema del Clan Mallardo: “I dipendenti comunali prendevano 2500 euro a pratica”

Emergono nuovi particolari sulla truffa all’Inps organizzata dalla malavita giuglianese. Intanto ieri è stato bloccato un 57enne sfuggito al blitz di lunedì


GIUGLIANO -Emergono nuovi particolari sull’inchiesta che lunedì ha sconvolto Giugliano e ha scoperchiato il sistema messo in piedi dal clan Mallardo per truffare la previdenza sociale.

A rivelarli è stato il pentito di camorra Giuliano Pirozzi che all’interno del clan aveva il compito di gestire i rapporti con gli impiegati del comune comunali coinvolti nella vicenda: ” Io personalmente ho partecipato all’istruzione di 100 pratiche di falsa invalidità, ma a Giugliano ne sono state istruite circa 250.  I dipendenti del Comune percepivano 2500 euro a pratica”.

TUTTI I NOMI DEGLI ARRESTATI

Proprio il ruolo dei tre dipendenti comunali coinvolti nelle indagini risulta cruciale. ” Uno degli impiegati comunali infedeli si rivolgeva direttamente a G.C. o a S.C. per avvisarli dell’arrivo degli elenchi da parte dell’Asl di Giugliano – dice Pirozzi – “Questi ultimi portavano direttamente a mano ad uno dei dipendenti infedeli i falsi verbali di invalidità da sistemare alla fine dell’elenco originale oppure era proprio il dipendente infedele che valutava dove inserire l’elenco al fine di non destare sospetti”.

Ma c’è di più, non solo i dipendenti sapevano ma in alcuni casi erano loro stessi a segnalare alcuni nominativi: “I dipendenti infedeli erano perfettamente a conoscenza che il sistema illecito era gestito dal clan Mallardo e che io ero esponente dello stesso. Oltre a segnalare i loro nominativi, mi tenevano informato dell’arrivo degli elenchi contenenti i nominativi inviati all’Asl di Giugliano per l’istruttoria delle pratiche di pensione genuine, al fine di consentirmi di inserire quelle false tra quelle buone. Inoltre mi tenevano informato della trasmissione della pratiche all’Inps in modo da avere un primo quadro in ordine alle somme che l’organizzazione doveva riscuotere e poi contattavo il direttore di Poste italiane”.

Il sistema era stato architettato dai vertici del clan con la triplice funzione di generare “mesate” per i suoi affiliati che ricevevano l’assegno, di riempire le casse del gruppo criminale attraverso l’incasso delle mensilità arretrate e di accrescere il consenso popolare concedendo favori economici a persone estranee alle attività malavitose.

Intanto nella giornata di ieri è stato arrestato Luigi Riccio, 57enne di Giugliano, che faceva parte dei 33 nomi destinatari di ordinanze di custodie cautelari emesse dal gip.

Riccio era sfuggito al blitz dell’altro giorno ed è stato scovato dai carabinieri, guidati dal capitano Antonio De Lise, e costretto ai domiciliari. Insieme alle altre persone coinvolte nell’inchiesta, dovrà rispondere di una maxi-frode ai danni dell’Inps per il valore di 9 milioni di euro.