Maxi rivolta in un carcere minorile della Campania: 30mila euro di danni

Maxi rivolta in un carcere minorile della Campania: 30mila euro di danni

Per Donato Capece, segretario del Sappe, “è una manifestazione di forza dei clan della camorra che si sono formati all’interno del carcere”


PAPA Francesco domani andr√† nel carcere minorile romano per la lavanda dei piedi - PAPA Francesco domani andr‡ nel carcere minorile romano per la lavanda dei piedi - fotografo: mario proto

AIROLA (BN) – Maxi rivolta carceraria oggi in provincia di Benevento. E’accaduto nel carcere minorile di Airola. Il sindacato autonomo di polizia penitenziaria ha denunciato la devastazione, da parte di alcuni detenuti, armati con le gambe di legno di alcuni tavoli e manici di scopa, di alcune celle ed il ferimento di due agenti di polizia penitenziaria. Dalla struttura hanno fatto sapere che “la rivolta è rientrata e la situazione è sotto controllo”.

Giuseppe Centomani, dirigente del Centro giustizia minorile della Campania, ha dichiarato: “I ragazzi che hanno avviato la protesta sono stati bloccati e rinchiusi in una stanza in modo da non poter danneggiare altri spazi. All’origine- ha continuato Centomani- ci sono futili motivi, ma la ragione vera è che alcuni di questi ragazzi hanno come obiettivo fare una carriera criminale – ha concluso -. Oggi hanno voluto dimostrare di essere in grado di creare problemi e di poter passare al carcere duro, degli adulti”.

Le ipotesi – A scatenare la protesta dei carcerati probabilmente questioni relative al vitto de alla fornitura di sigarette. Ma, secondo il Sappe. si tratterebbe di “una manifestazione di forza da parte di clan della criminalità organizzata che si sono creati all’interno del carcere”. A quanto pare, a promuovere la rivolta, sarebbero stati alcuni detenuti maggiorenni che gravitano nell’orbita di clan camorristici napoletani.

Secondo Donato Capece, segretario generale del Sappe, “il carcere è un’università del crimine” e quella scoppiata nel carcere di Airola “è una manifestazione di forza da parte di clan della criminalità organizzata che si sono formati all’interno del carcere”. “Il problema- ha continuato Capece- è che l’ordinamento consente la presenza di ultra 21enni – ha proseguito .- Sono piccoli boss che portano avanti una lotta per la supremazia. L’ennesima dimostrazione che il carcere è un’università del crimine”.

Pare che i danni della rivolta ammontino a ben 30mila euro. Distrutti termosifoni, televisori, suppellettili e tubature. Inoltre è stata sfondata una parete divisoria tra due celle utilizzando alcune brande.

Fonte: tgcom.24