Napoli-Benfica, il testimone di giustizia: “non posso andare allo stadio ma i camorristi sì”

Napoli-Benfica, il testimone di giustizia: “non posso andare allo stadio ma i camorristi sì”

Gennaro Ciliberto aveva denunciato le infiltrazioni camorristiche nei controlli autostradali. “Limitata la mia libertà personale”- ha detto


NAPOLI – Questa sera, due anni e mezzo dopo l’ultima volta, il Napoli torna al San Paolo a disputare una partita di Champions League. Una festa per le migliaia di appassionati di calcio che popoleranno il San Paolo. Qualcuno, però, non potrà assistere al match con grande disappunto. «I camorristi vanno allo stadio ma ai testimoni di giustizia non è permesso». Questa l’amara constatazione del testimone di giustizia campano Gennaro Ciliberto, che stasera avrebbe voluto poter assistere alla partita Napoli-Benfica, allo stadio San Paolo, e per questo aveva acquistato il biglietto ma – come riporta ilmattino.it- il Servizio centrale di protezione, per motivi di sicurezza, non ha dato la necessaria autorizzazione. «Nel caso lei contravvenga a tale disposizione – lo hanno avvertito – il Servizio Centrale di protezione valuterà l’eventuale segnalazione alla Commissione Centrale per violazione del codice comportamentale». «Per l’ennesima volta mi è stata limitata la libertà personale – scrive Ciliberto in una lettera al viceministro all’Interno Filippo Bubbico – e nonostante sia un testimone che si è sempre attenuto alle regole comportamentali, anche il poter assistere ad un evento calcistico è negato. Se io rispetto i doveri i miei diritti dove sono?».

Gennaro Ciliberto, da  responsabile della sicurezza nei cantieri della Carpenfer Roma srl, impresa realizzatrice della costruzione e della manutenzione di varie opere autostradali in subappalto aveva denunciato corruzione nell’aggiudicazione di lavori, infiltrazioni mafiose ed anomalie costruttive che hanno già causato crolli in ambito autostradale e che tuttora costituiscono un grave pericolo per l’incolumità pubblica. Ciliberto non aveva a fare nomi e cognomi delle persone coinvolte denunciando la presenza ed il coinvolgimento della famiglia Vuolo di Castellamare di Stabia legata al clan camorristico D’Alessandro.