Omicidio a Giugliano, la vittima attirata in una trappola: stava portando un regalo a qualcuno

Omicidio a Giugliano, la vittima attirata in una trappola: stava portando un regalo a qualcuno

Un particolare ritrovato all’interno della sua vettura fa pensare che avesse appuntamento con una persona che conosceva. Si indaga tra i suoi legami con la criminalità organizzata della zona flegrea


GIUGLIANO – Luigi Mattera, detto “Cicciotto il fioraio”, ucciso mercoledì pomeriggio a Licola, sarebbe stato condotto in una trappola. È questa la tesi più accreditata tra gli inquirenti, escluso quasi sicuramente lo scambio di persona: era proprio lui l’obiettivo dei killer.

Lo hanno inchiodato con tre colpi di pistola di cui uno fatale, alla tempia. Si cerca di capire in che modo sia stato attirato in quella stradina piuttosto isolata della zona costiera di Giugliano. La musica ad alto volume dello stereo lascia pensare che l’uomo fosse da solo in macchina e un altro particolare lascia credere che stesse incontrando qualcuno che conosceva e di cui si fidava: in auto è stata rinvenuta una cassetta di polistirolo contenete pesce fresco, forse un regalo.

Ma chi era realmente Luigi Mattera? Era sicuramente quello che si può definire un colletto bianco,  un imprenditore: ha gestito prima un negozio di fiori a Monterusciello, poi socio di un ristorante a Pianura e attualmente titolare di una “paranza” al mercato ittico di Pozzuoli. Ma suo nome compare associato alla criminalità organizzata già all’interno dei documenti dell’operazione Penelope che nel 2010 ha portato all’arresto di 84 persone dei clan Longobardi e Beneduce.

Un rapporto solido con il boss Longobardi che viene ribadito anche da alcuni pentiti che parlano di “interessi commerciali comuni sull’isola d’Elba” e confermato anche dal fatto che Mattera, al momento della morte, guidava un’auto intestata alla figlia del Boss.

L’omicidio di Cicciotto potrebbe aprire nuovi scenari nell’area flegrea e rompere una pax mafiosa che dura ormai da diverso tempo.