Scoppia la rivolta al carcere minorile: i baby-boss si contendono il comando della struttura

Scoppia la rivolta al carcere minorile: i baby-boss si contendono il comando della struttura

I giovani detenuti provengono dalle famiglie camorristiche di Secondigliano e Ponticelli. La sommossa sarebbe stata scatenata per dimostrare la supremazia di un gruppo sull’altro


BENEVENTO – Dopo la rivolta di ieri al carcere minorile di Airola (Benevento), è il momento di contare i danni e di ricostruire la dinamica di una sommossa che ha un significato molto più profondo di una semplice ribellione.

Un pomeriggio d’inferno scoppiato a causa di 37 detenuti, tra cui 12 maggiorenni, che hanno devastato i locali del carcere, provocato 30mila euro di danni e ferito due agenti, uno alla testa e l’altro alle gambe. Molti dei giovani rivoltosi provengono dai clan di Ponticelli e Secondigliano, baby boss che sfidano lo Stato per affermare il proprio potere.

Ufficialmente la rivolta è scaturita a causa della mancanza di sigarette nello spaccio dell’istituto penitenziario ma proprio la provenienza dei detenuti lascia pensare che dietro ci sia uno scontro tra clan: una delle due parti in gioco ha voluto dimostrare la sua supremazia all’interno del carcere dando uno schiaffo alle istituzioni.

“È una manifestazione di forza da parte di clan della criminalità organizzata che si sono formati all’interno del carcere. La rivolta è scoppiata per questo”, dice Donato Capece, segretario generale del Sappe, il Sindacato Autonomo della Polizia Penitenziaria. Dichiarazioni che confermano l’impressione che ormai le carceri siano diventati una sorta di università del crimine.

La rivolta è stata sedata grazie all’intervento di una trentina di agenti di polizia penitenziaria provenienti anche da Nisida, dal carcere di Benevento e dal centro di prima accoglienza di Napoli. I tre capi della rivolta sono stati allontanati e trasferiti in un altra struttura: uscendo dall’istituto hanno mostrato un volto spavaldo e hanno reiterato gesti offensivi nei confronti degli agenti.