Ancora sangue a Sant’Antimo, disabile spara a moglie e figlio: I motivi della tragedia

Ancora sangue a Sant’Antimo, disabile spara a moglie e figlio: I motivi della tragedia

Leopoldo Ponticiello, disabile in carrozzella, ha imbracciato uno dei suoi cinque fucili da caccia regolarmente custoditi e ha fatto fuoco


SANT’ANTIMO – Duplice tentato omicidio a Sant’Antimo. A poco più di un giorno di distanza dall’assassinio di Stefania Formicola da parte del marito, un altro episodio scuote la tranquillità del paese in provincia di Napoli. Questo pomeriggio, Leopoldo Ponticiello, 61 anni, disabile in carrozzella, ha imbracciato un fucile da caccia e ha sparato contro suo figlio, Andrea Ponticiello, 28 anni, al culmine dell’ennesima lite in famiglia. Nella sparatoria è rimasta ferita anche la moglie dell’uomo, Loredana Angelini, 50 anni. La donna si è parata davanti ai colpi per evitare che il marito uccidesse il figlio.

14708217_1334813116564056_5892065779120871898_nI due sono stati trasportati d’urgenza all’ospedale San Giuliano di Giugliano dove il giovane è stato sottoposto ad un intervento chirurgico al braccio destro colpito dai pallettoni del fucile e la donna è stata invece medicata e ne avrà per pochi giorni. A scatenare la lite tra padre e figlio sembra sia stata l’ennesima richiesta da parte del padre, fatta ad Andrea, di “mettere la testa a posto” e di non frequentare più brutti ambienti. Il giovane ha precedenti penali per droga.

La droga ritrovata in casa
La droga ritrovata in casa

Una discussione che è degenerata in pochi minuti. Leopoldo Ponticiello, ha allora imbracciato uno dei suoi cinque fucili da caccia regolarmente custoditi e ha fatto fuoco verso il figlio. Solo la prontezza di riflessi di sua moglie che ha spostato all’ultimo momento l’arma e si è parata davanti a suo marito ha salvato la vita di Andrea. Sul posto sono intervenuti gli uomini della compagnia dei carabinieri di Sant’Antimo agli ordini del Tenente Perrotta e i carabinieri di Giugliano diretti dal capitano De Lise e dal Tenente Viviani che hanno ascoltato Ponticiello e avviato le indagini per ricostruire la giusta dinamica dell’azione criminale. L’uomo, accusato di tentato omicidio, è stato trasferito a casa di un altro suo familiare agli arresti domiciliari  Il suo stato di salute – ha il morbo di Parkinson – non è compatibile con il regime carcerario.

Durante le perquisizioni effettuate nella casa, i militari hanno scoperto 8 vasetti contenenti diverse piantine di marijuana e tutto il necessario per la coltivazione dello stupefacente comprese lampade ed aereatori, presumibilmente appartenenti alla stessa vittima degli spari, unico figlio dei cinque ancora convivente con i genitori e già con precedenti penali proprio per spaccio di sostanze stupefacenti.