Colpo al clan dei Vanella Grassi: inflitti oltre 600 anni di carcere

Colpo al clan dei Vanella Grassi: inflitti oltre 600 anni di carcere

Oltre 50 esponenti condannati: 20 anni a due giuglianesi, 10 anni a un qualianese. Colpevoli a vario titolo di camorra, droga, armi e tentato omicidio


NAPOLI – Oltre sei secoli di carcere. E’ la pena inflitta a quasi cinquanta presunti esponenti della ‘mala’ di Secondigliano e Scampia. Sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, spaccio di droga, detenzione e porto abusivo di armi, nonché tentato omicidio. Una ‘mazzata’ nei confronti dei presunti protagonisti della Terza faida di Secondigliano.

Tra i reati contestati anche il tentato omicidio di Giovanni Esposito “O muort”, elemento di spicco degli Abete-Abbinante, e di Giovanni Giordano: ne rispondono, a vario titolo. Salvatore Piedimonte, Salvatore Aurilio e Vincenzo Dati. Piedimonte e Aurilio hanno rimediato 20 anni, 18 quelli inflitti a Dati. Pene durissime, anche in considerazione di una requisitoria da parte del pubblico ministero che aveva invocato il massimo della pena, vale a dire 20 anni, solo per Michele Silvestro. Il giudice, invece, ha ritenuto inadeguate le richieste dell’accusa in virtù degli gravi reati contestati e cosi ha ‘ritoccato’ al rialzo.

Per questo ben 7 imputati hanno rimediato 20 anni (Piedimonte, Aurilio, Silvestro, Antonio Di Gennaro, Gennaro lorio, Raffaele e Nicola Mincione), con la maggior parte degli altri che si è vista infliggere pene superiori ai 10 anni. Riviste al rialzo anche le pene inflitte ai collaboratori di giustizia: 10 anni e 8 mesi per il boss Antonio Leonardi e 12 anni e 10 mesi per il figlio Felice: 10 anni per Giovanni Leonardi, 8 per Alfredo Leonardi, 10 per Carmine Annunziata e 4 per Rosario Guarino detto “Joe Banana”. Sono state le loro dichiarazioni a fornire elementi utili per imputare agli imputati tutti i reati contestati ed eseguire il maxiblitz del giugno del 2015 che portò all’arresto di oltre 40 presunti esponenti della camorra.

Tra gli imputati, sebbene per reati minori, anche il boss della Vanella Grassi Umberto Accurso, che ha rimediato 6 anni per possesso di armi. Pene molto alte anche per gli imputati nel procedimento scaturito dal maxiblitz del giugno del 2015 Gaetano Parziale (18 anni e 8 mesi), Alfonso Vanacore (18 anni). Carmine Battaglia (17 anni e 4 mesi), Pietro Maoloni (16 anni e 8 mesi), nonché Angelo Marino (15 anni e 4 mesi) e Francesco Barone (14 anni). La severità della Corte ha fatto storcere il naso agli avvocati difensori degli imputati, che non si aspettavano una sentenza simile. Praticamente tutti hanno già annunciato che presenteranno ricorso alla Corte d’Appello.

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