Dati ufficiali, Sequino e D’Alterio primi dei non eletti in Forza Italia e PD

Dati ufficiali, Sequino e D’Alterio primi dei non eletti in Forza Italia e PD

Ad entrambi sarebbe bastato un solo voto in più da parte dei consiglieri di Giugliano. Maggioranza non pervenuta, occasione persa?


GIUGLIANO – Una manciata di voti, o meglio: di punti. Tanto è mancato ad Alfonso Sequino e Diego D’Alterio, rispettivamente primo dei non eletti tra le fila di Forza Italia e Partito Democratico alla Città Metropolitana. Sequino è arrivato sesto nella lista degli azzurri, che si sono aggiudicati cinque seggi. Per D’Alterio un ottavo posto tra i dem che invece di seggi ne prendono sette. I due consiglieri giuglianesi restano dunque fuori dall’assise dell’ex provincia, sorte migliore invece è toccata a Rosario Ragosta e Nicola Pirozzi, sempre nelle stesse liste.

Erano sei i rappresentanti del consiglio comunale di Giugliano a correre per i 24 seggi della Città Metropolitana, a completare il novero Giuseppe Di Girolamo e Vincenzo Risso che però sono andati lontani dall’essere eletti. Una esclusione che sa di beffa, per Sequino e D’Alterio, visto che – in base al sistema di voto ponderato – ad entrambi sarebbe bastato un solo voto in più da Giugliano per accaparrarsi un seggio. La stessa Giugliano che, per 12 volte, ha preferito altre città: sono tanti, infatti, i voti andati a candidati non giuglianesi, sui 33 a disposizione. Voti che “pesavano” ben 115 punti, vista l’alta popolazione che poneva Giugliano in fascia “viola” tra le città con almeno 100mila abitanti e fino a 250mila.

Ragosta al momento è ancora un esponente della maggioranza, ma i recenti fatti in consiglio comunale – emblematico che a Giugliano abbia preso solo il proprio voto – e soprattutto la sua corsa con la casacca di Forza Italia lascia pensare che da qui a brevissimo passerà tra i banchi della minoranza. Una minoranza che piazza in Città Metropolitana un altro esponente, Nicola Pirozzi del PD, e che con D’Alterio e Sequino è andata vicinissima a portarne in assemblea altri due. La maggioranza, invece, risulta non pervenuta: forte del peso specifico dei propri voti, Giugliano avrebbe potuto contare molto di più nell’ente che sarà chiamato a gestire e distribuire finanziamenti importanti. E dire che c’è chi lamentava l’assenza di propri rappresentanti durante il commissariamento.