Diego da Milik a Villa Steward è come una terapia

Diego da Milik a Villa Steward è come una terapia

Diego ha voluto supportare, a modo suo, l’attaccante polacco. Milik ha ricevuto l’abbraccio di Maradona a Villa Steward, prima dell’operazione per la ricostruzione del crociato anteriore sinistro

@Saverio Nappo

Milik, cuore e acciaio

NAPOLI- Diego is back! No, non come pensate voi. “Magari!”, potremmo pensare. Tuttavia Diego Armando Maradona, el Dies, è in Italia. Più precisamente a Roma. È stato invitato da un suo connazionale per una “partita tra amici”. Il connazionale, Mario Josè Bergoglio, di mestiere fa il Papa e sta negli alloggi di un posticino piccolo. Il Vaticano. Non un’occasione da sottovalutare per Diego. Il Pibe, quindi, ha preso la questione di petto, di tacco, di interno sinistro, a giro. Insomma, l’ha presa alla Diego: «Mi ha invitato il Papa all’evento – spiega Diego in conferenza – è un Pontefice che piace a tutti, sta facendo un gran lavoro. Io mi ero allontanato dalla Chiesa, lui mi ci ha riportato vicino alla fede. Oggi abbiamo tanto bisogno di pace nel mondo, non vogliamo violenza e morte di bambini innocenti. Io ho paura per i miei bambini, vorrei aiutare di più di quello che posso fare. Intanto mercoledì scenderò in campo e… giocherò 90’». L’universo maradoniano non è mai calmo e prevedibile. Accade, quindi, che el pibe de oro colga l’occasione per riappacificarsi definitivamente con Diego Jr, suo figlio partenopeo – per ora – non riconosciuto. Ne seguiranno sviluppi di sicuro, ma non vi aspettate il finale scontato, ovviamente.

Diego Jr, sul suo profilo Istagram, con El DIes e Milik
Diego Jr, sul suo profilo Istagram, con El DIes e Milik

Diego a Roma significa, anche, che non è lontano da Villa Steward dove, da domenica pomeriggio (9 ottobre), c’è anche Arkadiusz Milik. L’attaccante polacco, ventidue anni, ha subìto la rottura totale del legamento crociato anteriore sinistro, in uno scontro di gioco durante Polonia-Danimarca (3-2 al triplice fischio, ndr). Diego non ha mai dimenticato la sua vita partenopea e non ha mai smesso di amare Napoli così come mai la gente ha smesso di amarlo. Maradona non ha mai smesso di seguire e tifare – nel vero senso della parola – la camiseta bianco azzurra. Appena gli hanno raccontato ciò che era successo allo Stadion Narodowy di Varsavia e che Milik sarebbe stato operato a Villa Steward – dove si trovava già da qualche ora -, si è fiondato da lui, dribblando gli impegni previsti. Gli avrà raccontato di quella sera di Bilbao, del crack della sua tibia e del suo perone. Gli avrà descritto le milioni di sensazioni provate durante la lunga riabilitazione che sembrava non finire mai: «Mi dispiace per lui, era un bel ricambio di Higuaìn. Il calcio è così, in un minuto si spegne la luce e ti fai male. Comunque sono convinto che Milik sia pronto per il Napoli, per l’età e per la forza che ha», ha dichiarato, poi, in conferenza stampa. Milik è sembrato emozionato, tanto da non sentir quasi più il dolore al ginocchio sinistro. Sul suo profilo Facebook, subito dopo la visita di Diego, ha scritto: «Tornerò presto, tornerò più forte!». Ma, gli uomini d’amore, si sa, non dimenticano e, soprattutto, non perdonano i tradimenti: «Dai ragazzo! Veloce che devi fare più gol di Higuain!». La stoccata finale è d’obbligo per chi, per una vita intera, terrena e fantastica, ha gonfiato le reti dei campi di tutto il mondo.

Durante la conferenza stampa, Diego ritira l'ennesimo premio
Durante la conferenza stampa, Diego ritira l’ennesimo premio