L’episodio di piazza Annunziata, parla uno dei “protagonisti”

L’episodio di piazza Annunziata, parla uno dei “protagonisti”

Numerose polemiche si sono sollevate dopo la nostra ricostruzione dei fatti


GIUGLIANO – Ieri sera la nostra redazione è finita al centro delle polemiche per un articolo di cronaca in cui si raccontava di uno episodio avvenuto in piazza Annunziata, ovvero l’aggressione da parte di alcune persone ai danni dei membri di un’associazione locale impegnata in piazza con un dibattito/cineforum. Ricevuta la segnalazione, e contattate alcune nostre fonti, abbiamo scritto l’articolo condannando l’episodio come vergognoso. Alcuni iscritti all’associazione hanno però smentito l’accaduto, anche per via telefonica con noi, e dunque abbiamo riportato nell’articolo il loro punto di vista.

Nel giornalismo può capitare di avere visioni discordanti, e addirittura di ricostruire un episodio con due versioni genuine ma diametralmente opposte, condizionate dai punti di vista e dalle fonti utilizzate. Ci sta. Ciò che però non accettiamo è leggere stamattina espressioni come “articolo falso”, parole che infangano il lavoro e la correttezza professionale della nostra redazione. Per non parlare delle accuse piovuteci addosso sui social. Tutto questo NON per aver attaccato o in qualche modo offeso l’associazione di cui sopra, ma per aver raccontato un’aggressione perpetrata ai loro danni in base a quanto ci è stato possibile reperire dalle nostre fonti. Doverci difendere da tutto ciò ci risulta a dir poco paradossale.

Attenzione. Non è utilizzando il nome di un’associazione locale – con la quale ci fu già uno spiacevole precedente, quando pubblicò uno scritto che rispondeva ad un nostro articolo in cui non veniva chiamata in causa, e diffuse lo stesso su tutti i social omettendo però di darne notizia proprio al nostro giornale, che era il destinatario della “missiva” – che diamo un’impennata alle nostre visualizzazioni o ci facciamo pubblicità. Anzi. E non è di alcun interesse, per noi, montare casi o inventare notizie: non è nostra abitudine, ci viene da sorridere pensando di doverlo ribadire, ma se serve lo ripetiamo volentieri. Fortunatamente la stragrande maggioranza dei nostri lettori lo sa bene.

Ecco perché oggi abbiamo ascoltato chi faceva parte del gruppo di persone protagoniste dell’episodio, che – con voce mascherata e senza mostrare il volto, per motivi di privacy – ci ha raccontato la sua versione. Con questo articolo la nostra redazione esce dalla polemica e non tornerà più sull’argomento, a meno che non se ne veda costretta. Lo avremmo fatto già prima ed avremmo evitato di chiamare in causa chi, direttamente o indirettamente, si rende responsabile di un gesto deprecabile. Ma in questo caso abbiamo ritenuto opportuno concedere spazio e tutelare la nostra integrità. Prendiamo atto della sua versione e di quella dell’associazione, chiudendo qui l’argomento.