Mallardo ne ha per tutti: «Poziello politicamente è un piccolo uomo, uno sbandato incoerente»

Mallardo ne ha per tutti: «Poziello politicamente è un piccolo uomo, uno sbandato incoerente»

«L’assessore Miriam Marino ha commesso una schifezza senza precedenti preferendo la poltrona e lo stipendio»


GIUGLIANO – La politica giuglianese è stata scossa negli ultimi giorni dal “caso Ragosta”, il consigliere comunale eletto con il Nuovo Psi nella coalizione che sostiene il sindaco Poziello che ha prima scelto di candidarsi per la Città Metropolitana con Forza Italia, poi si è visto praticamente mettere alla porta dallo stesso primo cittadino e infine è risultato vincente dalla tornata elettorale della ex provincia di Napoli. Nel frattempo il suo partito ha registrato la decisione del proprio assessore di riferimento, Miriam Marino, di rimettere le deleghe nelle mani del sindaco. In quello che a tutti gli effetti può essere considerato se non un terremoto almeno un forte scossone per gli equilibri della maggioranza interviene Francesco Mallardo, segretario provinciale del Nuovo Psi e promotore della lista “Socialisti per Giugliano” che alle scorse elezioni ha visto correre per la carica di consigliere, tra gli altri, proprio Miriam Marino e Rosario Ragosta, lo stesso Ragosta che poi Mallardo ha sostenuto nella corsa alla Città Metropolitana.

Mallardo: “Credo di aver operato un’ottima scelta, la vittoria mi da ragione e poi Rosario è una persona validissima, che conosco bene, politicamente collabora con me da anni e sono certo che anche nel Consiglio Metropolitano saprà farsi valere”.

In questi ultimi giorni son successe parecchie cose nell’ambito della politica Giuglianese, che ne pensa?

M: “Tutto ruota intorno alla rottura avvenuta fra il sindaco e la nostra lista, rappresentata in Consiglio Comunale da Ragosta ed in Giunta, fino a pochi giorni fa, dall’assessore Marino. Tra noi ed il primo cittadino, già da diversi mesi erano nate forti frizioni perché gli contestavamo il modo personalistico ed individuale di gestire l’amministrazione e la cosa pubblica, che lo portavano a prendere, tranne rarissime eccezioni, decisioni senza consultare i partiti o i consiglieri che lo sostengono. Gli contestavamo, inoltre, la totale mancanza di risultati nei confronti della città ed il non raggiungimento di nessun punto del programma elettorale, sul quale la cittadinanza ci ha dato fiducia, consentendoci di vincere le elezioni. E gli contestavamo la sua ferrea volontà di costruire un nuovo villaggio Rom, incurante del fatto che tantissimi giuglianesi abbiano grosse difficoltà economiche. Avevamo più volte richiesto un incontro fra il sindaco, i rappresentanti politici delle liste ed i consiglieri comunali di maggioranza, nel responsabile tentativo di far ripartire una macchina già ferma dopo solo un anno e mezzo di amministrazione. Tutte le richieste sono cadute nel vuoto. L’ultima, oltre che dal sottoscritto, era stata firmata anche da altri 3 coordinatori in data 19 settembre e fino al giorno della rottura definitiva avvenuta il 6 ottobre, anch’essa inevasa. Cioè ben 17 giorni durante i quali 4 partiti della sua maggioranza non ricevono risposte dal sindaco. Stanchi di questo comportamento ed anche colpiti dalle continue lamentele di tantissimi cittadini, il giorno prima dello svolgimento del Consiglio Comunale abbiamo avvisato Poziello che se entro 2-3 giorni al massimo non avesse indetto la riunione, la lista “Socialisti per Giugliano” avrebbe abbandonato la maggioranza. Egli, dopo aver fornito ampie rassicurazioni circa la riunione richiesta, il giorno dopo, con la pantomima inscenata in occasione del Consiglio Comunale, con la falsa motivazione della candidatura di Ragosta in Forza Italia non in linea con il progetto di maggioranza, ha consumato la rottura con il nostro partito. Un comportamento vergognoso, assolutamente scorretto dal punto di vista politico ed istituzionale”.

Dai dati emersi dalle elezioni della Città Metropolitana, anche 4 consiglieri comunali di maggioranza, pare che abbiano votato per Forza Italia. Che ne pensa? Adesso anche loro dovrebbero essere estromessi perché non più in linea con la maggioranza?

M: “Premetto che ho sempre sostenuto che la candidatura di Ragosta in Forza Italia non era assolutamente contro l’attuale maggioranza, vista l’eterogeneità della coalizione, composta da liste di destra e di sinistra. A Giugliano, con Pd, Forza Italia e 5 Stelle all’opposizione, mi spiegate un consigliere dell’attuale maggioranza in quale lista doveva candidarsi? Giugliano, a priori, non doveva avere rappresentanti alla Città Metropolitana? Perché a Poziello non piaceva che qualcuno potesse oscurarlo ricoprendo un ruolo più grande del suo? Doveva essere lui o nessuno? Egli stesso, infatti, ambiva a tutti i costi ad una candidatura nel Pd, non ottenuta solo perché, per la seconda volta in un anno e mezzo, è stato messo alla porta dal Partito Democratico. Lo scorso anno, in occasione delle elezioni a Giugliano, il sindaco ha ricercato l’alleanza con noi, a conti fatti alleanza utilissima per la vittoria, pur sapendo che a livello sovracomunale eravamo ed avremmo continuato ad essere alleati di Forza Italia. Oggi invece disconosce tale cosa, dimostrando di essere politicamente un uomo piccolo. In questo frangente, visto che 4 consiglieri della sua maggioranza hanno votato per Forza Italia, se volesse adottare, per coerenza, lo stesso criterio, dovrebbe estrometterli dalla maggioranza. Ma lui di coerenza ha dimostrato di non averne manco un briciolo. E poi se lo facesse dovrebbe dire addio alla sua amministrazione, perché non avrebbe più i numeri. Ecco è tutta qui la contraddizione: la candidatura di Ragosta è solo una scusa, il motivo vero è che abbiamo rotto perché gli abbiamo detto chiaramente che è incapace di governare Giugliano”.

L’assessore Marino era stata proposta dal vostro partito, perché non si è dimessa?

M: “Terminate le elezioni, essendo il nostro uno dei partiti della coalizione che aveva avuto l’onere di amministrare Giugliano, abbiamo indicato Miriam Marino quale nostro assessore di riferimento. Come dettato dal buonsenso, dalla correttezza e dalla lealtà personale, un assessore fa capo al proprio partito, in quanto lo rappresenta nelle istituzioni e non può assolutamente considerarsi un’entità autonoma o avulsa da esso. Ella, essendo stata nominata in quanto esponente della lista “Socialisti per Giugliano” e non perché vincitrice di concorso pubblico o perché dotata di capacità amministrative particolari, aveva l’obbligo morale, etico e politico di dimettersi senza se e senza ma, qualora si fosse trovata in disaccordo con il partito grazie al quale si trovava a ricoprire il ruolo. Invece ella, commettendo una scorrettezza ingiustificabile, sotto il piano umano, politico, etico e comportamentale, ha preferito dirsi in disaccordo con il partito, ma conservare la poltrona e lo stipendio. Una vera schifezza senza precedenti, per la quale non vi sono scuse, un comportamento che squalifica la persona”.

Come mai il sindaco ha riconfermato Marino assessore?

M: “Un assessore senza un partito alle spalle è più debole ed è più facilmente strumento nelle mani del sindaco, posso pensare che sia questo il motivo, ma ovviamente è una mia supposizione, visto che in questo anno e mezzo circa, l’assessore Miriam Marino non ha certo brillato per competenza e capacità amministrative, visto lo zero assoluto prodotto come atti e provvedimenti, nonostante dal partito avesse continui suggerimenti, indirizzi e sproni. Già da luglio avevamo fatto presente a Poziello di volerla sostituire con il nostro secondo dei non eletti, perché manifestamente inadeguata al ruolo, ricevendo, inspiegabilmente, dal sindaco la preghiera di attendere un po’ di tempo. E guarda caso, proprio da luglio sono nate le nostre frizioni con il primo cittadino”.

Lei ha fortemente sostenuto la candidatura di Rosario Ragosta. Alla luce dei risultati emersi dalle elezioni per la Città Metropolitana, che valutazioni dà sul voto Giuglianese?

M: “Innanzitutto mi sia consentito di esprimere soddisfazione per il risultato ottenuto, dopo un duro mese di campagna elettorale, ci siamo riusciti: abbiamo vinto. Grazie al lavoro della nostra squadra, ben radicata sull’intero territorio metropolitano, abbiamo ottenuto un grande risultato. Queste elezioni, però, sono anche l’occasione per fare il punto sulla situazione politica locale. Il dato che ne esce credo sia mortificante per sindaco e maggioranza. Sono stati eletti due consiglieri giuglianesi, che siedono entrambi all’opposizione di questa amministrazione ed anche gli altri due che hanno mancato l’elezione non di molto, sono sempre dell’opposizione. Il candidato della maggioranza ha fatto una pessima figura, non di certo per demerito suo. Il dato che emerge è che il sindaco non governa i suoi consiglieri di riferimento e non riesce a trovare una sintesi con loro. Poziello, pur avendo ben 20 voti a disposizione, non è stato capace di far eleggere nessun consigliere della sua amministrazione. Una vera catastrofe. Questo conferma il giudizio che davo su di lui qualche giorno fa: uno sbandato politico che non ha un partito o una casa di riferimento, che non è in grado di organizzare il consenso all’interno della sua coalizione e che fa dell’agguato politico e dei comportamenti scorretti e sleali il suo credo quotidiano. Se a questo aggiungiamo che dalla maggioranza 4 voti sono andati a Forza Italia ed ora dovrebbe espellere anche questi consiglieri dalla sua maggioranza, tre sono andati al Pd, cioè il partito che lo cacciato via circa 18 mesi fa e che assolutamente non ha voluto candidarlo adesso, credo non vi sia altro da aggiungere circa la scarsa attitudine alla politica, di cui parlavo prima”.