Napoli, arrestato 15enne rapinatore membro della “banda dei Pokemon”

Napoli, arrestato 15enne rapinatore membro della “banda dei Pokemon”

NAPOLI – Faceva parte della cosiddetta “Banda dei Pokemon”, una baby gang che seminava il terrore nella Villa Comunale di Napoli. Con


NAPOLI – Faceva parte della cosiddetta “Banda dei Pokemon”, una baby gang che seminava il terrore nella Villa Comunale di Napoli. Con queste “credenziali”, è stato arrestato ieri un 15enne che, nel corso della scorsa estate, come riporta ilmattino.it, farebbe parte di una delle baby gang che durante l’estate ha imperversato nella zona di Chiaia seminando il panico tra giovani e adulti. Il minore è attualmente detenuto in un centro di accoglienza della provincia. Dopo alcune settimane di ricerche gli agenti della sezione di polizia giudiziaria del commissariato San Ferdinando lo hanno trovato in casa dei genitori, a Secondigliano, notificandogli un decreto di fermo con le accuse di rapina. Gli investigatori sono arrivati sulle sue tracce grazie a un’indagine lunga, complessa e delicata, la stessa che aveva già portato all’arresto di due sue complici, incastrati non solo da alcune fotografie e riprese video ma anche dal riconoscimento diretto delle vittime delle rapine.

Li chiamavano la banda dei Pokemon, perché erano cacciatori di cacciatori delle creature immaginarie da catturare con il telefonino. E proprio i cellulari erano l’oggetto ricercato dai baby rapinatori. I quali non esitavano a minacciare anche con un coltello i malcapitati che capitavano a tiro, soprattutto nei viali della Villa Comunale. Il quindicenne arrestato è il terzo dei componenti la banda, ma secondo gli investigatori ci sarebbe ancora un altro minore che avrebbe fatto parte della gang. Il gruppo era composito: ne facevano parte tutti minorenni provenienti dai quartieri della periferia settentrionale e della provincia.

Gli episodi contestati sono quattro, tutti avvenuti all’interno della Villa Comunale, luogo ideale per mettere a segno i colpi e perciò scelto non solo per la possibilità di agire indisturbati, riparati dalla vegetazione e col favore della scarsa illuminazione, ma anche per la presenza di facili prede. Soprattutto coetanei, ragazzini e adolescenti. L’ultima rapina denunciata venne commessa l’otto agosto. Poco prima dell’imbrunire il gruppo accerchiò una donna che stava facendo jogging: la vittima fu costretta – con minacce e spintoni – a cedere lo smartphone ai giovanissimi banditi.

Una settimana prima, sempre in Villa, si verificò un altro episodio poi denunciato alla polizia. Era il 30 luglio quando un sedicenne residente a Frattamaggiore impegnato nel gioco Pokemon Go venne avvicinato in pieno giorno dai quattro coetanei che evidentemente lo tenevano d’occhio da tempo. Uno dei baby rapinatori non esitò a impugnare un coltello puntandolo contro la vittima: Dacci il cellulare o ti ammazzo. Si sfiorò la tragedia, in quell’occasione. Perché al primo accenno di reazione l’aggressore non esitò a menare alcuni fendenti che ferirono il 16enne a un braccio e al gluteo. Subito dopo l’aggressione il ragazzo aveva telefonato ad alcuni amici che si trovavano nella stessa zona chiedendo aiuto e spiegando di essere stato accoltellato. Il sedicenne, soccorso dai sanitari del 118 arrivati sul posto insieme a due volanti della Polizia di Stato, era stato accompagnato al Pronto Soccorso dell’ospedale Loreto Mare. Le indagini – coordinate dai pubblici ministeri della Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minori di Napoli – continuano. C’è il sospetto che gli episodi delittuosi non si fermino a quelli accertati, e che dietro altre denunce presentate fino alla fine dell’estate possa esserci la stessa mano seriale della baby gang.