Reina carica la squadra e la piazza

Reina carica la squadra e la piazza

La “rosa” ha intervistato Pepe Reina, per l’edizione odierna. Il portiere azzurro, vero leader carismatico della squadra, ha affrontato varie tematiche, mostrandosi caparbio e sicuro di se

@Saverio Nappo

Pepe Reina, leader

NAPOLI- Sono giornate vissute in modo particolare, con il respiro che quasi si blocca in petto. In poche ore tutto sembra scivolare, fino a rompersi. I programmi, come i sogni e le aspettative, sembrano sfumare nell’ennesimo “nulla di fatto”, dovuto a qualcosa che, stavolta, non si può gestire: la sfortuna. L’infortunio di Milik ha assunto, ora dopo ora, l’aspetto reale della sua portata, mostrando le sue dimensioni vere. Un disastro per molti, un’opportunità per pochi altri. Per Pepe Reina, portiere e, oramai, bandiera del Napoli, è un rompicapo che complica le cose. Non chiamatelo “disastro”, per carità! Per Reina la rassegnazione non è nemmeno un concetto da considerare. Soprattutto in questo momento importante della stagione. Il Reina-pensiero sembra combaciare a perfezione con quello del professor Maurizio Sarri. «Il suo intento era toglierci pressione e metterla alla Juventus. Del resto, loro sono i favoriti, non potrebbe essere altrimenti, sarebbe una sorpresa se non vincessero il campionato però noi lotteremo fine alla fine, se dovessimo pensare che hanno già vinto allora meglio spegnere la luce, chiudere la porta e andare via», ha dichiarato in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport (prima pagina nell’edizione odierna, ndr). Evidentemente mister Sarri ha notato che la notizia del grave infortunio di Milik ha avuto un impatto notevole sulla squadra. Ancor peggio, avrà notato che la cosa stava crescendo oltremodo, nella testa dei suoi ragazzi, nutrendosi di convinzione nei propri mezzi e di energie positive. Questo demone andava combattuto e messo all’angolo, subito.

Immagini di Reina, durante gli allenamenti: impegno e abnegazione
Immagini di Reina, durante gli allenamenti: impegno e abnegazione

Le parole di Reina sono quelle di un leader carismatico che non si sottrae alle responsabilità e che si schiera a protezione dei compagni, non solo sul rettangolo verde nei novanta minuti di gioco. Affronta tutti gli argomenti caldi, mostrandosi sicuro di se, forse più del solito. Gli chiedono come risolveranno la grana-Milik: «Stava facendo benissimo ma abbiamo una grande rosa, troveremo una soluzione». Gli chiedono, inevitabilmente di Higuaìn: «La sua cessione ci ha permesso di prendere diversi giocatori che hanno completato una squadra che l’anno scorso era già molto buona. Siamo migliorati, poi è chiaro che quanto successo a Milik cambia le cose. Quello del Pipita è stato un sacrificio inevitabile». Reina sa bene che la gestione delle partite sarà più complicata e che, forse, la cosa più difficile sarà il probabile adattamento ad una nuova variazione di modulo. «Napoli da titolo pure senza Milik» è un’esclamazione, un urlo che vuole allontanare le nubi fatte di negatività e pessimismo. La rosa è molto competitiva, quest’anno come non mai. Reina lo sa, mister Sarri lo sa. Non sarà facile, è vero. Nemmeno prima di Polonia-Danimarca lo era.

Trentaquattro anni e non sentirli. Sareste in grado di mettervi in discussione a quell'età?
Trentaquattro anni e non sentirli. Sareste in grado di mettervi in discussione a quell’età?