Sequino: «Castaldo prima di dire certe cose si informi bene. In maggioranza c’è spazio…»

Sequino: «Castaldo prima di dire certe cose si informi bene. In maggioranza c’è spazio…»

Questione referendum Rom, il consigliere di Forza Italia risponde seccamente a quello del Pd che si era espresso favorevolmente alla decisione del Ministro e del Prefetto: «Hanno annullato impropriamente un esercizio di democrazia popolare»

@Armando Di Nardo

GIUGLIANO – Tiene banco la questione referendum Rom, il consigliere di Forza Italia risponde seccamente a quello del Pd, Adriano Castaldo che si è espresso favorevolmente alla decisione del Ministro e del Prefetto di annullare il referendum chiesto da più di 5mila cittadini giuglianesi. Questa la dichiarazione di Alfonso Sequino:

«Al giovane collega Adriano Castaldo del PD che si dichiara compiacente con il Ministro e il Prefetto, che annullano impropriamente un esercizio di democrazia popolare, faccio notare che in maggioranza c’è spazio per tutti.

Intanto mi preme mostrare a Lui ed ai colleghi che sostengono la stessa tesi, nonché al Ministro Alfano ed al Prefetto Pantalone alcune considerazioni tecniche sulla questione e che, a mio giudizio, smentiscono quanto scritto e dichiarato.

TESTO DEL REFERENDUM PROPOSTO DAL COMITATO PROMOTORE

“Volete voi che il comune di Giugliano progetti e metta a disposizione un terreno per realizzare un eco villaggio, al fine di sopperire alle esigenze residenziali dei ROM che stanziano nel campo di Masseria del Pozzo?”

Il Ministro degli Interni, condividendo le osservazioni formulate dalla prefettura, ritiene inammissibile il Referendum per le seguenti motivazioni che mi vedono assolutamente contrario e che cercherò di spiegare brevemente di seguito:

– secondo il Dicastero: il Testo Unico dell’ordinamento degli Enti Locali, nel prevedere forme di consultazione popolare, pone il limite delle “materie di esclusiva competenza locale”

Le mie considerazioni: il Testo Unico dell’ordinamento degli Enti Locali, all’art.8 comma 4, cita, come rilevato giustamente dal Ministro degli Interni: “le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali”. Vorrei far notare che tale articolo, visto il testo del Referendum proposto dal Comitato, rispecchia a pieno le competenze del Consiglio Comunale in quanto, chiede al popolo si esprimersi sulla volontà di mettere a disposizione un terreno di proprietà del Comune di Giuigliano (nel caso specifico in località Ponte Riccio) per realizzare un Villaggio ROM.

Tale disponibilità viene sancita anche attraverso un Accordo di Programma, art. 34 del testo Unico il quale prevede al primo comma che la definizione e l’attuazione di opere, di interventi o di programmi di intervento che richiedono, per la loro completa realizzazione, l’azione integrata e coordinata di comuni, di province e regioni, di amministrazioni statali e di altri soggetti pubblici, o comunque di due o più tra i soggetti predetti, il presidente della Regione o il presidente della provincia o il sindaco, in relazione alla competenza primaria o prevalente sull’opera o sugli interventi o sui programmi di intervento, promuove la conclusione di un accordo di programma, anche su richiesta di uno o più dei soggetti interessati, per assicurare il coordinamento delle azioni e per determinarne i tempi, le modalità, il finanziamento ed ogni altro connesso adempimento.

Al terzo e quarto comma dello stesso articolo di legge si prevede che per verificare la possibilità di concordare l’accordo di programma, il presidente della Regione o il presidente della provincia o il sindaco convoca una conferenza tra i rappresentanti di tutte le amministrazioni interessate (tenutasi in data 29 settembre) e che l’accordo, consistente nel consenso unanime del presidente della Regione, del presidente della provincia, dei sindaci e delle altre amministrazioni interessate, è approvato con atto formale del presidente della Regione o del presidente della provincia o del sindaco ed è pubblicato nel bollettino ufficiale della Regione. L’accordo, qualora adottato con decreto del presidente della Regione, produce gli effetti della intesa di cui all’articolo 81 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, determinando le eventuali e conseguenti variazioni degli strumenti urbanistici e sostituendo le concessioni edilizie, sempre che vi sia l’assenso del comune interessato.

Al punto successivo infatti, trattandosi di una variazione agli strumenti urbanistici, l’adesione del sindaco allo stesso deve essere ratificata dal consiglio comunale entro trenta giorni a pena di decadenza. In base a tali riflessioni ritengo dimostrato che tale atto è “materia esclusiva competenza locale”, proprio in contrasto con quanto dichiarato dal Ministro degli Interni nella nota notificata al comitato promotore del suddetto istituto di democrazia popolare.
– secondo il Dicastero: l’altra considerazione fatta, sempre in merito alla inammissibilità del referendum in questione, riguarda il contrasto con l’articolo 31 della Carta Sociale Europea che sancisce il principio della “libertà di stabilimento dei concittadini europei ed il diritto di abitazione”, secondo il dicastero il testo referendario proposto non garantisce tali diritti.

Le mie considerazioni: non si legge in nessun punto del testo la volontà di non offrire una dimora a tale popolo che stanzia da anni sul nostro territorio. È ben chiara invece la volontà di non mettere a disposizione un terreno per la costruzione di un altro villaggio ROM a Giugliano, specie nella località “Ponte Riccio”.

I rom, anche se vengono chiamati nomadi, sono ormai una comunità stanziale sul nostro territorio da almeno vent’anni. Come tali vanno considerati cittadini. In tutti i modi le amministrazioni precedenti, sia di sinistra che di destra, hanno offerto loro delle possibilità di integrazione ma hanno sempre mostrato una certa ostilità a integrarsi rendendosi noti alle cronache per reati, tra gli altri, di furto, rapina e accattonaggio.

Inoltre, agglomerare più persone in un unico posto, senza servizi e senza contatti col resto della città significa creare l’ennesimo ghetto, sarebbe maggiormente opportuno distribuire queste famiglie nei vari territori. Il progetto proposto dall’amministrazione, con l’accordo della regione e della Prefettura, è un fallimento annunciato, essendoci un precedente che partendo dagli stessi presupposti e perseguendo gli stessi obiettivi, ci consegna oggi un campo in balia dell’illegalità, in cui insistono abusi, in cui ad oggi non è possibile avere contezza di un censimento reale e nel quale non sono mai state avviate le attività di monitoraggio che avrebbero dovuto condurre le forze dell’ordine locali insieme ai servizi sociali.

Desiderare una diversa possibilità di inclusione, non solo alla casa, ma alla vita in genere dovrebbe essere un diritto garantito a tutti ma, non realizzando il villaggio ROM in quella zona di Giugliano, non vuol dire non desiderare che ciò accada in altro modo. Sarebbe, inoltre, un grosso augurio che la stessa celerità con la quale gli organi interessati si sono preoccupati di interrompere un diritto di espressione popolare garantito dalla legge, giudicato per le cose suddettte improprio da parte dello scrivente, venga utilizzata anche per garantire ai tanti concittadini, che vivono le stesse condizioni di indigenza e disagio gli stesi diritti per ottenere un tetto sotto il quale poter vivere dignitosamente.

Per questi motivi, il Sindaco deve rimettere il proprio mandato nelle mani del Prefetto e del Ministro, chiedendo di tutelare la volontà popolare e l’esercizio della democrazia vantato dai propri concittadini e garantito dalle leggi vigenti.

Allo stesso modo, chi non condivide certe posizioni, si vada a collocare laddove ritiene naturale stare ma prima di fare delle considerazioni sarebbe meglio informarsi bene».