Che fine ha fatto la Scugnizzeria?

Che fine ha fatto la Scugnizzeria?

Il progetto “Scugnizzeria” sembra essere passato in secondo piano. Intanto i ragazzi di Saurini perdono in casa contro la Dinamo Kiev complicando non poco l’operazione “passaggio del turno”

@Saverio Nappo

Roma-Cork City, stadio Tre Fontane, Youth League. GRATIS
Roma-Cork City, stadio Tre Fontane, Youth League. (foto da MyRoma)

L’avversario era il peggiore che potesse capitare. La partita si preannunciava complicata anche solo leggendo le distinte distribuite ai soli addetti stampa accreditati. Siamo a Frattamaggiore, stadio Ianniello, casa del Napoli Primavera, palcoscenico – tra l’altro – della Youth League. Resto sorpreso nel vedere i parcheggi pieni in ogni ordine di posto, tanto quanto gli spalti destinati al pubblico. Pagante e non. Certo, perché c’è un prezzo da pagare per seguire le partite degli azzurrini. A un paio di centinaia di chilometri da Frattamaggiore, intanto, si gioca Roma Primavera-Cork City (1-0) al Tre Fontane dell’EUR, valida anch’essa per la Youth League. Prezzo? Zero. Spettatori? Molti. La Dynamo Kiev, seguita a Frattamaggiore da un buon gruppo di appassionati e addetti stampa, conquista i 3 punti e il passaggio del girone come prima in classifica giocando una partita ordinata e studiata bene per bloccare gli avversari.

Azione d'attacco dei ragazzi di Saurini
Azione d’attacco dei ragazzi di Saurini

Sono disorientato. La differenza tecnica, tattica e organizzativa in senso lato dimostrata sul campo mi suggerisce un punto di riflessione: che fine ha fatto la Scugnizzeria e cosa è andato storto? Perché guardando la partita dei ragazzi di Saurini viene da pensare che qualcosa sia andato storto. Eppure i progetti della Società Sportiva Calcio Napoli erano chiari e altisonanti. Senza mezzi termini, il presidente Aurelio De Laurentiis fece capire che l’intenzione era quella di creare una struttura che producesse giocatori forti, tutti originari di Napoli e provincia (o almeno in maggior parte). Questo progetto, ambizioso ma realizzabile nel tempo, fu chiamato, appunto, “Scugnizzeria”, per rimarcare ancora di più il forte legame che i giovanissimi partenopei avrebbero avuto con la loro terra e con la maglia che la rappresenta. De Laurentiis si mostrò orgogliosamente convinto del progetto: «Visiterò e studierò le strutture organizzative del Barcellona. Voglio capire, con grande umiltà, come lavorano e come gestiscono la loro Cantera. Dobbiamo imparare ad imitare i modelli che adatteremo alla nostra Scugnizzeria. Il Barcellona e l’Ajax sono all’avanguardia». Era il 2011.

Ianniello pieno per la Scugnizzeria, con ticket a 5 euro
Ianniello pieno per la Scugnizzeria, con ticket a 5 euro

Con Rafa Benitez, si osservò una notevole crescita gestionale e strutturale. Rafa suggerì che tutte le categorie giovanili del Napoli giocassero con lo stesso modulo utilizzato dalla prima squadra. Ancora oggi, persiste questa impostazione. La Primavera, in quegli anni, ottenne notevoli risultati. Riuscì, inoltre, a qualificarsi per la finale di Coppa Italia Primavera contro la Juventus, il 16 aprile 2013. Data la massiccia presenza di tifosi nella semifinale al Bisceglia di Aversa contro la Roma (2-0), lo stesso De Laurentiis chiese ed ottenne la possibilità di giocarla al San Paolo. Trentamila spettatori accorsero a sostenere la squadra. Gratis? Macché! Nonostante il sostegno sugli spalti, la Juve conquistò il trofeo, battendo il Napoli 1-2, dopo i tempi supplementari. Da allora si è ossrvato un crollo costante. Sempre meno investimenti, sempre meno attenzione allo scouting, sempre meno risultati ottenuti sul campo. Con la partecipazione del Napoli alle coppe europee, la Primavera torna ad affrontare la Youth League. Se in campionato i risultati sono altalenanti e i valori si equilibrano con quelli delle altre formazioni di centroclassifica, in Europa viene a galla la carenza di spessore del progetto “Scugnizzeria”.

Non esattamente il finale sperato
Non esattamente il finale sperato

La Dinamo Kiev comanda il gioco con relativa semplicità, rischiando praticamente poco quanto niente. I ragazzi di Moroz – allenatore della primavera della Dinamo Kiev – dimostrano di tenere il campo sia fisicamente che mentalmente. Quest’ultimo fattore è particolarmente determinante per la categoria “Youth” perché mostra, più di ogni altra cosa, il lavoro svolto sul processo di crescita dei giovani calciatori. I ragazzi della Dinamo sono apparsi freddi e composti, al contrario gli azzurrini hanno mostrato evidenti lacune sul piano del controllo emotivo durante la gara. La strada verso il professionismo appare lunghissima per i ragazzi di Saurini. La domande sorgono spontanee come i funghi dopo le piogge autunnali: in che modo viene controllata la crescita tecnica e fisica dei ragazzi? Viene elargito uno stipendio ai giovani impegnati quotidianamente negli allenamenti? Viene data loro l’opportunità di studiare la tattica delle altre squadre? Come è strutturato il training center della Scugnizzeria? Intanto il passaggio del turno successivo di Youth League è appesa ad un filo sottilissimo. I coetanei del Benfica hanno superato il Napoli in classifica grazie ad un secco 0-3 sul campo del Besiktas. Servirà una vittoria a Lisbona contro il Benfica per staccare il pass per il turno successivo. Vi ricorda qualcosa?