Delitto di Chiaia: la morte dell’ingegnere in diretta video

Delitto di Chiaia: la morte dell’ingegnere in diretta video

Le telecamere hanno immortalato i concitati momenti dell’omicidio. Esclusa la rapina, si indaga nella sua vita privata


NAPOLI – Si è aperto uno spiraglio nell’indagini sulla morte di Vittorio Materazzo, l’ingegnere 51enne ucciso lo scorso 28 novembre all’ingresso della sua palazzina in via Maria Cristina di Savoia, nel quartiere napoletano di Chiaia.

Le telecamere del vicino centro estetico hanno ripreso la parte finale dell’aggressione e sopratutto hanno immortalato la sagoma dell’assassino. L’occhio elettronico ritrae un uomo con il volto coperto da un casco integrale grigio, si vede solo il mento, mentre affonda il coltello nella gola della vittima e poi scappa lungo le scale che conducono a corso Vittorio Emanuele. La coda del video riprende l’agonia del 51enne mentre chiede aiuto riverso in una pozza di sangue.

Sul posto ad effettuare i rilievi sono passati gli agenti della scientifica del commissariato San Ferdinando. Grazie ai primi riscontri hanno potuto fornire anche la presunta dinamica dell’omicidio. Intorno alle 19.30 l’ingegnere rientra a casa e posa l’auto nel cancello adiacente l’ingresso della palazzina, esce in strada ed entra nel palazzo. Il portiere è andato via da poco e all’interno ad attenderlo trova il suo assassino che lo colpisce violentemente al volto. Materrazzo allora tenta la fuga ma viene raggiunto dalla prima coltellata alla schiena, seguita da altri tre fendenti mentre l’ingegnere rantola verso il portone. Piegato su se stesso raggiunge il marciapiede ed entra nel raggio delle telecamere. Chiede aiuto ma l’assassino ha preso il sopravvento e affonda il coltello nella gola, lasciando l’ingegnere morto sull’asfalto.

Gli inquirenti escludono il movente della rapina, infatti la vittima aveva ancora addosso il portafoglio con dentro 130 euro. Le indagini stanno scavando nella vita privata della vittima, descritta da tutti come un uomo perbene e senza particolari nemici. Sposato e padre di due bambini di 9 e 12 anni, l’unico cono d’ombra nella sua vita era la morte del padre, Lucio Materazzo, scomparso due anni fa in circostanze non del tutto chiare, almeno per il figlio Vittorio. L’uomo era deceduto a seguito di una caduta in casa ma secondo una perizia esterna degli avvocati del figlio, le ferite alla mandibola non era compatibili con quelle di una caduta e il 51enne in due occasioni aveva chiesto la riesumazione della salma.

È su questa pista che ora gli inquirenti stanno battendo. Nelle ultime ore parenti, amici e conoscenti della vittima sono stati ascoltati in procura. Le immagini delle telecamere potrebbero finalmente luce su un delitto tragico ed efferato che ha scosso il “salotto buono” di Napoli.

 

 

 

(foto: repertorio)