La nuova guerra di camorra si combatte anche a Giugliano

La nuova guerra di camorra si combatte anche a Giugliano

Lo scontro tra i Bodo e il ras della provincia potrebbe essere alla base del raid compiuto la scorsa settimana a Casacelle

@Saverio Nappo

NAPOLI – Non c’è pace per i quartieri della periferia orientale di Napoli. Non c’è pace per la gente che li popola, né per gli inquirenti chiamati a ricostruire le dinamiche che stanno portando l’area tra Ponticelli e Volla nel caos. Nella notte di giovedì si è tornato a sparare, in mezzo agli enormi palazzi che fanno da sfondo per i viali e i controviali che attraversano il quartiere Ponticelli. Un agguato di camorra a tutti gli effetti, senza il solito finale, però. Dei sicari sono arrivati nei pressi di via Cupa Molisso a bordo di un auto, indossando caschi integrali con vetrini oscurati. Lì hanno cercato e trovato il loro obiettivo, Luigi De Micco, 40 anni, ritenuto a capo dell’omonimo clan presente ed operante nello stesso quartiere della periferia Est. De Micco non era solo, era in compagnia di un’altra persona, Antonio Autore, 23 anni, ritenuto – poi – dagli inquirenti un guardaspalle del boss.

Una delle zone di Ponticelli interessato dalla guerra di camorra
Una delle zone di Ponticelli interessato dalla guerra di camorra

I due, a piedi, sono stati raggiunti dai sicari che, attraverso i finestrini dell’auto con il quale sono arrivati in via Cupa Molisso, hanno cominciato a sparare. Gli inquirenti, poco dopo, diranno che l’agguato non era di tipo dimostrativo o intimidatorio, come spesso accade durante le faide tra gruppi criminali antagonisti. I sicari hanno sparato per uccidere, senza ombra di dubbio. De Micco e Autore, tuttavia, sono riusciti a scappare, sottraendosi alla quasi totalità degli spari. Difatti, sono lievi le ferite riportate dai due pregiudicati, che sono stati dimessi dalle strutture ospedaliere in cui sono stati trasportati dopo l’agguato. Il boss De Micco, trasportato al «Villa Betania», ha riportato la compressione di una costola a causa di un proiettile penetrato nel fianco. Antonio Autore è stato invece trasferito all’ospedale «Cardarelli», ferito da due proiettili alla schiena. Sull’agguato di camorra sta indagando il Commissariato della Polizia di Stato di Ponticelli. Per ricostruire fedelmente l’accaduto, bypassando l’omertà dei coinvolti, gli inquirenti stanno utilizzando diversi filmati ricavati delle telecamere di sicurezza degli esercizi commerciali della zona.

Ponticelli, tra Polizia e camorra
Ponticelli, tra Polizia e camorra

Quello che risulta subito chiaro è che l’agguato di giovedì è indubbiamente collegato alle forti tensioni tra i clan De Micco e un gruppo criminale che opera nella zona confinante con il quartiere Ponticelli, tra Casalnuovo, Pomigliano e Volla e che sarebbe riconducibile ad un elemento di spicco della criminalità organizzata dell’area di Napoli-Est, un tempo legato ai Samo. A favore di questa tesi ci sarebbe, tra le altre cose, l’agguato ad un esponente del sodalizio di camorra vollese, Massimo Russo, 47 anni, avvenuto nei giorni scorsi nella periferia di Giugliano, quando dei sicari lo hanno raggiunto nella zona di Casacelle. Russo era alla guida di una Fiat Panda, in compagnia di un conoscente, quando è stato attaccato dai sicari nei pressi di via Arco Sant’Antonio, che hanno esploso diversi colpi di arma da fuoco. Il quarantasettenne, ritenuto vicino al sodalizio vollese, secondo gli inquirenti, avrebbe dovuto incontrare proprio il ras di Ponticelli per discutere delle piazze di spaccio di Volla per sancire il “cessate il fuoco”. Tuttavia, questa non è la sola ipotesi passata al vaglio dal pool investigativo. Ci sarebbe da considerare anche l’eventualità dell’esplosione di una nuova faida tra il gruppo De Micco e i D’Amico, che nel parco “Concal” di Ponticelli avevano la loro roccaforte fino a pochi anni fa.