Malagò mediatore, tra De Magistris e De Laurentiis

Malagò mediatore, tra De Magistris e De Laurentiis

Il presidente del CONI, Giovanni Malagò, si è espresso in merito alla annosa questione legata allo stato fatiscente degli impianti sportivi partenopei. Ha suggerito una soluzione che coinvolga sia il San Paolo che il Collana

@Saverio Nappo

NAPOLI – Nei giorni scorsi avevamo scritto sulla riunione tenutasi a Palazzo San Giacomo, in cui il sindaco Luigi De Magistris e l’assessore allo sport Ciro Borriello avevano presentato i lavori di ristrutturazione e riqualificazione dello stadio San Paolo. L’annuncio dell’inizio dei lavori ha alimentato la curiosità di cittadini e tifosi oltre ad attirare l’attenzione dei media locali e nazionali. Ma non solo. Nella serata di ieri, sul tema si è espresso anche il presidente del CONI, Giovanni Malagò. Il massimo esponente del Comitato Olimpico Nazionale ha parlato dalla conferenza annuale che si tiene a Castel dell’Ovo, in Sala Italia. Alla conferenza, tra gli altri, sono intervenuti Giuseppe Abbagnale (due titoli olimpici e sette mondiali nel canottaggio, portabandiera per l’Italia ai Giochi olimpici di Barcellona 1992), Luciano Buonfiglio (Presidente della Federazione Italiana Canoa Kayak), Raffaello Leonardo (due volte campione del mondo e medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Atene 2004) ed altri.

Giovanni Malagò è presidente del CONI dal 19 febbraio 2013
Giovanni Malagò è presidente del CONI dal 19 febbraio 2013

Ovviamente, era presente anche il sindaco De Magistris con cui Malagò ha avuto modo di parlare del progetto di ristrutturazione e riqualificazione dello stadio San Paolo. Ma non solo. Difatti si è parlato anche di Universiadi e di come la città si stia preparando a questo importantissimo evento. Ricordiamo che Napoli si è aggiudicata l’edizione del 2019 dell’Olimpiade universitaria che coinvolgerà centinaia di atleti provenienti da tutto il mondo. Il presidente Malagò ha avuto modo di suggerire quella che potrebbe essere – in effetti – una buona soluzione, considerando che c’è ancora una situazione di stallo organizzativo-istituzionale: «Perché non portare le gare in uno stadio per sua cultura multidisciplinare come il Collana al Vomero e, contestualmente, togliere la pista dal San Paolo? A parole tutti hanno dato il loro assenso a discutere della cosa. Poi vediamo. Certo se ci si riuscisse si farebbe bingo e il Collana sarebbe il lascito che le Universiadi consegnerebbero a Napoli»

Il Mario Argento è abbandonato dal 1998. Non è più utilizzabile.
Il Mario Argento è abbandonato dal 1998. Non è più utilizzabile.

Malagò ha avuto modo di discutere del tema “San Paolo” anche con il presidente De Laurentiis, che si è detto concorde nel procedere secondo le indicazioni del presidente del Coni. Tuttavia, la questione è spinosa, anche più di quanto Malagò possa pensare. La condizione degli impianti sportivi partenopei è critica, figlia di anni di mancata manutenzione, parziale o – nel caso del Mario Argento – totale abbandono. Il presidente Malagò ha dichiarato che le Universiadi sono «una grossa opportunità perché, diciamocelo francamente di problemi di impianti ne parlo tutti i giorni in tutta Italia ma qui si è raggiunto un record. Mi hanno sollecitato la situazione del Pala Vesuvio, della palestra dei Cavalli di Bronzo, per non parlare delle piscine che dal 2009, anno in cui le abbiamo rilasciate come CONI, ancora non hanno trovato pace. Sono venuto qui per mettere il CONI a disposizione, ci metto la faccia, ma è ora di risolvere i problemi a partire dalle questioni legate all’agibilità ed alla sicurezza». Con il supporto gestionale del CONI, i fondi del Credito Sportivo e i fondi internazionali per le Universiadi, si può rinnovare totalmente l’impiantistica sportiva di Napoli e provincia.

Lavori di ristrutturazione del San Paolo per Italia90
Lavori di ristrutturazione del San Paolo per Italia90

Per quanto riguarda lo stadio San Paolo, Malagò, come detto, suggerisce l’eliminazione della pista di atletica a discapito, eventualmente, di una ulteriore riduzione della capienza. Il “catino di Fuorigrotta” però è al centro di uno scontro poco celato tra Comune e proprietà della SSC Napoli, tra De Magistris e De Laurentiis. Il Comune, dal canto suo, con il supporto del Credito Sportivo, sembra avere rotto gli indugi che hanno cristallizzato il San Paolo negli anni 90, presentando i lavori che interesseranno principalmente il settore Tribuna (Superiore e Inferiore), la zona delle palestre, spogliatoi, corridoi e sala stampa. De Laurentiis, invece, non sembra intenzionato a trovare un punto d’incontro tra le sue idee d’investimento e quelle del Comune, proprietario dello stadio. Negli ultimi anni, si sono susseguiti scontri verbali e annunci di accordi in pompa magna, tra i due, che hanno portato puntualmente al medesimo vicolo cieco che, nel caso del San Paolo, significa struttura obsoleta, condizione igienica ai limiti del legale, confort pari a zero e standard UEFA rispettati per il rotto della cuffia. Malagò potrebbe essere il giusto mediatore, le Universiadi la spinta necessaria. Non resta che rimboccarsi le maniche.