Sant’Antimo, De Magistris arriva in città per dire “No” al referendum costituzionale

Sant’Antimo, De Magistris arriva in città per dire “No” al referendum costituzionale

Il sindaco della città metropolitana interverrà all’evento organizzato da Agorà in vista delle consultazioni del 4 dicembre


SANT’ANTIMO – L’associazione “Agorà – Lavoro, Partecipazione e Libertà” è lieta di invitarla all’evento “Sant’Antimo dice NO” che si terrà il 26 novembre 2016 alle 18:30 presso l’auditorium dell’Istituto Comprensivo Statale “N. Romeo – P. Cammisa” in via Salvatore Di Giacomo, 3 – Sant’Antimo (NA).

Interverranno:
Luigi De Magistris – Sindaco della Città metropolitana di Napoli,
Prof. Francesco De Martino – Docente di Diritto Costituzionale “UNIMOL“,
Avv. Giuseppe Italia – Consigliere del Comune di Sant’Antimo e segretario di Agorà.
Pasquale Giovannantonio – Presidente Onorario di Agorà.
Modera: Nella Capasso – giornalista “Il Mattino

Il prossimo 4 Dicembre si voterà per il referendum costituzionale. Noi voteremo NO perché:

  • Il Senato, prima composto da 315 senatori, ora sarà composto da 100 tra consiglieri regionali (designati dai consigli regionali) e Sindaci che dovranno quindi svolgere un doppio lavoro. Inoltre, nel testo della riforma si afferma che non riceveranno indennità ma, in realtà, si tace sul fatto che ogni Camera ha un proprio budget e può prevedere internamente “rimborsi spese” per quest’ultimi. IN SOSTANZA, SI RIDUCE IL NUMERO DEI SENATORI, I COSTI NON SI RIDUCONO E SI DÀ UN RUOLO IMPORTANTE A PERSONE CHE GIÀ FANNO ABBASTANZA DANNI NEI PROPRI CONSIGLI REGIONALI!

  • L’articolo 70 rappresenta, forse, il punto più importante sul perché voteremo NO. Quello attuale attribuisce la funzione legislativa, cioè chi fa le leggi, sia alla Camera che al Senato. Quello della riforma crea diversi modi di fare le leggi con il risultato che anziché semplificare, le cose si complicano. Basti pensare che attualmente ci sono 3 modi per fare le leggi mentre con la riforma questi aumentano ad un numero compreso tra 7 e 11. Non solo, dalla lettura del testo emerge che il Senato riveste un ruolo ancora fondamentale in alcune materie come quelle europea. IN SOSTANZA, NON SI SEMPLIFICA IL MODO DI FARE LE LEGGI MA VENGONO AUMENTATI. INOLTRE, DIVENTANO CONFUSIONARI PERCHÉ NON SI CAPISCE COSA VOTA O NON VOTA IL SENATO. INFINE, E NON ULTIMO, FARE LE LEGGI IN MODO VELOCE NON VUOL DIRE FARLE BENE.

  • L’altro punto importante della riforma è, senza dubbio, l’articolo 117 cioè quello che riguarda le competenze tra Stato e Regione. L’articolo attuale, riformato l’ultima volta nel 2001, attribuisce alle regione diversi poteri e competenze. Quello della riforma non fa altro che tornare a prima del 2001, cioè si ritrasferisce allo Stato molte competenze lasciando, però, intatta la spesa delle regioni. Inoltre, si introduce la cosiddetta “Clausola di supremazia” che fa sì che qualora una regione faccia qualcosa che non è di interesse dello Stato, quest’ultimo possa intervenire bloccando tutto. IN SOSTANZA, ALTRO CHE FUTURO, SI RITORNA AL PASSATO LASCIANDO INTATTE LE SPESE!

  • A conclusione delle ragioni qui esposte va detto che la Costituzione è un testo che non si può cambiare da un giorno all’altro ma richiede maggioranze e tempi piuttosto ampi. Sicuramente la nostra Costituzione ha bisogno di modifiche ma quest’ultime devono essere fatte con intelligenza e, soprattutto, massima condivisione. Ognuno ha le sue ragioni e noi rispettiamo chi parla di contenuti però una cosa deve essere chiara: NON CI SI PUÒ ACCONTENTARE SULLA COSTITUZIONE! Noi, per questo motivo, voteremo NO!