Due omicidi per rompere il patto tra i clan. Il killer era vestito da donna

Due omicidi per rompere il patto tra i clan. Il killer era vestito da donna

Le due morti di domenica sono collegate. Angrisani e Pistilli avevano messo in piedi un’alleanza per controllare lo spaccio dell’area nord


CRISPANO – Sembravano due omicidi scollegati l’uno dall’altro, avvenuti a distanza di qualche ora solo per una coincidenza. Invece le morti di Francesco Angrisani a Scampia e Mauro Pistilli a Crispano sembrano unito da un filo rosso fatto di sangue e affari.

Angrisani, elemento di spicco del clan Vanella-Grassi, è stato freddato a colpi di mitraglietta intorno alle 14.30, presso il parco Diana. Qualche ora dopo, lo stesso si è ripetuto a Crispano. Pistilli, proprietario del Beautiful, uno dei cinque bar più grandi d’Italia, è stato raggiunto da diversi colpi esplosi da un revolver di grosso calibro. Il killer, un ragazzo giovane che poi si è allontanato in auto, era vestito da donna in moda da non destare sospetti e cogliere di sorpresa la vittima.

Le indagini degli investigatori stanno ricostruendo una fitta rete di intrighi e affari che collegherebbero i due delitti. Sembra che Angrisani avesse avuto contatti con la malavita di Crispano, in particolare con affiliati del clan Cennamo di cui Pistilli era un membro di vertice. Stava nascendo un’asse Crispano-Scampia per inondare di droga le piazze di Crispano, Afragola, Frattamaggiore e di zone limitrofe. Fare affluire tanta merce per offrire un prodotto a prezzi stracciati e rompere il mercato.

Questa manovra potrebbe aver generato la reazione del clan Pezzella, storici nemici dei Cennamo e legati a doppio filo con gli Scissionisti della prima ora. In questo modo avrebbero eliminato in un colpo solo il vertice del neonato clan Cennamo e il loro referente del clan dei “girati” che con il suo canale alternativo per la fornitura della droga, rischiava di mettere in crisi il monopolio dei Pezzella.