Mettere le cose a posto

Mettere le cose a posto

La squadra gioca a memoria, ogni uomo è al posto giusto: Mertens sembra adattarsi sempre meglio ad un ruolo non suo, mentre Zielinski scala le gerarchie e Hamsik continua a giocare la sua miglior stagione di sempre. Lo 0-5 al Sant’Elia è uno spot al calcio

@Saverio Nappo

NAPOLI – Cos’è la perfezione? Esiste? È percorribile una via che porti ad essa? Se lo sarà chiesto, Maurizio, in volo sul Mar Mediterraneo, così blu, così bello. I suoi ragazzi sembrano calmi: qualcuno chiacchiera, qualcuno giochicchia con i pulsanti del sedile, qualcun altro dorme condannandosi allo sfottò dei compagni pronti, come iene, ad approfittarne. Maurizio, però, è pensieroso, silenzioso, rintanato in un’ampolla di pensieri che isolano il suo posto. Scruta dal suo oblò pressurizzato l’immensa distesa di acqua che conquista l’orizzonte dopo qualche minuto dal decollo. Non si fida del suo avversario. Il Cagliari non gli piace, non piace ai napoletani. Il Sant’Elia custodisce con se i ricordi di decine di sconfitte del Napoli, vessilli di prestigio sbandierati ad ogni rinnovata sfida. Maurizio pensa, immagina, ogni possibile partita giocabile dal suo Napoli in risposta alle scelte tattiche di Massimo.

Con 105 goal è al terzo posto nella classifica dei goleador azzurri
Con 105 goal, è al terzo posto nella classifica dei goleador azzurri

Massimo è Rastelli, di Torre del Greco, 32 partite e 6 goal con la maglia del Napoli, nella stagione 2001/2002. Era in campo al Sant’Elia, il 24 febbraio 2002. Segnò Marek Jankulovsky. Finì 1-1, con un infruttifero assedio dei padroni di casa.  Qualche mese dopo, in Toscana, un impiegato di banca avrebbe vinto la Coppa Italia Dilettanti con il Sansovino, squadra di Monte San Savino, a una manciata di chilometri da Arezzo. Quell’impiegato di banca sui generis era proprio Maurizio che, ora, guarda il mare, dall’alto, con la testa affollata di ipotesi e conti che devono tornargli ad ogni costo. La partita è all’ora dell’aperitivo, o del caffè, dipende dalle latitudini. A Maurizio ci pensa Tommaso Starace, colui che viaggia con la moka nel borsone, pronta ad essere montata secondo il rituale napoletano, indipendentemente dal dove e dal quando. È come se Maurizio necessitasse di sorsi di lucidità e calma, come se la tradizione fosse un posto tranquillo e conosciuto dove potersi rifiuggiare e dove poter riflettere.

Zielinski è l'uomo giusto al posto giusto
Zielinski è l’uomo giusto al posto giusto

La preparazione della sfida del Sant’Elia rischiava di essere mentalmente compromessa dalla vittoria del suo Napoli al Da Luz di Lisbona e al conseguente superamento del turno come primo nel girone B. Da Cagliari, in settimana, era arrivato vento di battaglia, trascinato a Castel Volturno dalle correnti provenienti dalla Spagna: «per noi sarà come un derby». Maurizio l’ha preparata bene, con eccesso di zelo, ma non si fida. Alle 12 il Sant’Elia, o quello che sorge nell’abbraccio del suo scheletro, è pieno in ogni ordine di posto. Cagliari è pronta. 12:30, lo è anche il Napoli. Massimo sceglie di attendere il Napoli, creando densità al centro del campo, lì dove nascono le vittorie. Lascia, però, scoperti i fianchi, commettendo lo sbaglio capitale. Il supporto perpetuo delle ali, permette al Napoli di allargarsi progressivamente fino a occupare letteralmente tutta l’ampiezza del campo di gioco, inghiottendo la densità – al centro – dei padroni di casa. Maurizio l’aveva immaginata, guardando attraverso la nuvola di fumo che ogni giorno invade il suo spogliatoio a Castel Volturno.

Seconda tripletta in azzurro: la prima al Bologna, lo scorso anno
Seconda tripletta in azzurro: la prima al Bologna, la scorsa stagione

Molti hanno trovato nell’attesa l’antidoto contro il 4-3-3 sarriano: perché non trasformare questo problema in una soluzione, inghiottendolo come fosse un boccone troppo grosso che però va giù con un sorso d’acqua? Le linee dei 706 passaggi effettuati dal Napoli di Maurizio sembrano formare una diga, un muro, un confine oltre il quale non è consentito avventurarsi. Un confine mobile che preme lentamente verso la porta avversaria, una pressa meccanica che schiaccia tutto ciò che oppone resistenza. Il 65% di possesso palla, al Sant’Elia, con 21 tiri (10 nello specchio) e solamente 3 concessi, spiegano numericamente quello che è un assedio silenzioso e lucido, nonostante Mertens. Un assedio riflessivo ma sontuoso, nonostante Hamsik e Zielinski. Un assedio deciso centinaia di chilometri lontano da lì, per sancire incontestabilmente l’avvenuto superamento dell’ennesimo step del processo di crescita della squadra. Un assedio sarriano per mettere le cose a posto, ovemai qualcuno avesse ancora le idee poco chiare. Lontano dai concetti di attacco e difesa c’è il calcio di Maurizio Sarri. Geometria e filosofia. Allo stato puro.

706 passaggi, di cui il 91% riusciti: calcio su tela
706 passaggi, di cui il 91% riusciti: calcio su tela