Bufala come sinonimo di “notizia falsa”: le ipotesi sulle origini di quest’espressione

Bufala come sinonimo di “notizia falsa”: le ipotesi sulle origini di quest’espressione

Il concetto è sempre più frequente agli occhi ed alle orecchie dei lettori, in particolare di quotidiani online. Ma perchè questo termine?


DAL WEB – La morte di un personaggio famoso, ma che in realtà sta benissimo, la balenottera o il calamaro gigante di 200 metri, gli avvistamenti alieni con tanto di fotomontaggi. Il concetto di bufala è sempre più frequente agli occhi ed alle orecchie dei lettori, in particolare di quotidiani online. Ma da dove nasce quest’espressione e che attinenza ha con il bovino da cui vengono prodotti, al giorno d’oggi, diversi alimenti caseari, tra i quali uno dei più importanti, la mozzarella? Dalle informazioni che abbiamo recuperato sul web emergono diverse ipotesi, alcune delle quali potrebbero anche essere… “bufale”.

Fin dall’antichità, l’espressione “bufala” indicava qualcosa d’inutile, in quanto il bovino, a differenza di quanto accade oggi, non era destinato alla produzione casearia nè a quella di carne, almeno non era ritenuto avere la stessa qualità della vacca. Era, in pratica “inutile” per l’uomo. Pertanto, l’espressione “è una bufala” era riferita a cose “inutili” o “riuscite male” ed era associata soprattutto a spettacoli teatrali non ritenuti di gradimento.Ma perchè, tra tanti animali, proprio questo era indicato come “poco produttivo”? Perchè la bufala era considerata una sorta di “imitazione” della mucca, animale ritenuto ben più redditizio cui, però, il “bovino della mozzarella” somiglia in maniera evidente. Ad alimentare ancora di più questa ipotesi la voce secondo cui i macellai, secoli or sono, rifilavano carne di bufala al posto di quella della ben più pregiata mucca o del maiale.

Ci sono, però, altre ipotesi attorno all’origine di questa espressione. Per il Vocabolario della Crusca, “bufala” deriva dall’espressione “menare per il naso come una bufala”, ossia portare a spasso l’interlocutore trascinandolo come si fa con i buoi e i bufali, per l’anello attaccato al naso.

Un’altra teoria riporta alla “bufalata”, un palio dai toni carnevaleschi, una gara di bufali che si teneva in epoche remote a Firenze e che era accompagnata da canti burleschi. Gli scherzi, in base a questa ipotesi, vengono associati alla presa in giro, alla storia inventata. Oppure l’espressione potrebbe derivare dal dialetto romanesco: “Arifilà ‘na bufola, ossia “truffare qualcuno vendendogli a prezzo elevato un bene di poco valore”.