Giugliano, assenteismo al comune: i legali chiedono la revoca della sospensione

Giugliano, assenteismo al comune: i legali chiedono la revoca della sospensione

Gran parte degli episodi contestati sono circoscritti a pochi minuti di assenza dagli uffici per la rituale pausa caffè o per fumare sul marciapiede della casa comunale. Oggi gli interrogatori di garanzia quasi tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere


GIUGLIANO – Martedì mattina i carabinieri di Giugliano guidati dal capitano Antonio De Lise hanno effettuato un blitz anti assenteismo al comune. In totale sono state 50 le persone indagate e 18 i dipendenti sospesi. Oggi ci sono stati gli interrogatori di garanzia e quasi tutti gli indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Tra chi ha spiegato la propria posizione c’è il messo notificatore del Comune di Giugliano che ha spiegato che era assente dal palazzo comunale perchè stava notificando degli atti a domicilio.

Gli interrogatori di garanzia si sono tenuti innanzi al Gip dott. Risolo per gli impiegati comunali coinvolti nell’inchiesta per assenteismo sottoposti alla misura cautelare della sospensione dal servizio. Quasi tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere anche perché non hanno avuto la possibilità e il tempo materiale per la lettura degli atti d’indagine. Con il passare delle ore però quella che sembrava un’altra bufera giudiziaria abbattutasi sul comune di Giugliano incomincia ad assumere dimensioni diverse.

Infatti, gran parte degli episodi contestati agli indagati sono circoscritti a pochi minuti di assenza dagli uffici per la rituale pausa caffè o per fumare fuori dal palazzo comunale sull’antistante marciapiede. In questi casi sarebbe davvero difficile ipotizzare il reato di truffa ai danni dell’ente per mancanza dell’elemento psicologico o comunque perché il danno non potrebbe essere stimato come rilevante o apprezzabile. Alcuni poi svolgono mansioni presso uffici dislocati in immobili diversi rispetto alla casa comunale del corso campano e pertanto, fruiscono di una sorta di autorizzazione per recarsi nella sede principale.

Tra i sottoposti alla misura c’è addirittura chi svolge il compito di notificare atti a domicilio attività che certamente non si svolge all’interno della casa comunale. Vi è poi il caso dei tesserini timbrati da un unico impiegato. Il reato in questa ultima ipotesi sarebbe configurabile solo se si copre chi al momento risulta assente dal posto di lavoro. Infine, buona parte dei sottoposti alla misura sono lavoratori socialmente utili e quindi mancanti dello status di incaricati di un pubblico sevizio.

Molto probabilmente a carico di costoro si dovrà disporre la revoca del provvedimento cautelare già chiesta dai propri legali. Intanto le organizzazioni sindacali fanno quadrato a difesa dei dipendenti i quali lavorano in condizioni ai limiti della sopportabilità umana in un ente che ha un organico sottodimensionato di circa mille unità.

Per farsi un’idea basti pensare che il territorio di Giugliano è esteso quanto quello di Napoli e la popolazione è inferiore di meno di un decimo. Tuttavia il comune di Napoli conta oltre ventimila impiegati. Sono in arrivo intanto, sessanta avvisi di garanzia relativi a coloro che furono coinvolti nella precedente operazione dei carabinieri del dicembre 2015.

 

FALSO CIECO – L’uomo è stato arrestato dalla Guardia di Finanza. In totale aveva frodato allo stato la somma di 92mila euro

Pubblicato da Il Meridiano News su Giovedì 26 gennaio 2017