Patto tra la camorra e i Casalesi: coinvolto anche un giuglianese

Patto tra la camorra e i Casalesi: coinvolto anche un giuglianese

In totale sono 12 le richieste di condanna. Gli altri imputati sono di Napoli e del casertano


SANTA MARIA CAPUA VETERE – La procura generale ha chiesto di confermare in appello le condanne emesse in primo grado nel dicembre 2015 a carico di 12 persone coinvolte in una estorsione ai danni di una grandi lavanderia industriale.

Si tratta di Alessandro Cirillo, Ciro e Patrizio Lepre, Giovanni Letizia, Massimo Amatrudi, Emilio Di Caterino, Luigi Grassia, Michelangelo Mazza, Giuseppe Missi, Oreste Spagnuolo. Luigi Guida e Luigi Tartarone. Gli imputati provengono dal rione Sanità dal Cavone, da Giugliano, da Casal di Principe e da Castelvolturno. Le indagini ha permesso di svelare il patto messo in piedi tra la camorra del centro storico, rappresentata dal clan Lepre, e il gruppo Bidognetti del clan dei Casalesi per controllare il giro di estorsioni ai danni di una ditta di lavanderia che aveva vinto un giro di appalti su scala nazionale. La dinamica del “pizzo” era cadenzata ad intervalli regolari con gli estorsori che si recavano a riscuotere il “regalino” nei giorni di Natale, Pasqua e Ferragosto.

In primo grado, Guida, Amatrudi, Di Caterino, Mazza, Tartarone, Spagnuolo e Grassia, tutti collaboratori di giustizia, furono condannati dal tribunale sammaritano a 4 anni di reclusione. Ciro Lepre ricevette una condanna a 10 e 6 mesi. Più pesanti le condanne per Alessandro Cirillo, Giovanni Letizia e Patrizio Lepre che hanno incassato 12 anni di reclusione.