Giugliano, agguato a Paparella e Ciccarelli: la ricostruzione

Giugliano, agguato a Paparella e Ciccarelli: la ricostruzione

Le due vittime dell’agguato sono state sottoposte allo stub. Potrebbero aver risposto al fuoco dei sicari


GIUGLIANO –  Si torna a sparare nelle palazzine a Giugliano a pochi metri da un bar in via San Vito, Aniello Di Biase, 29 anni figlio del ras dei Mallardo Michele Di Biase detto Paparella e Silvano Ciccarelli, 25enne pregiudicato del posto, sono finiti a terra dopo essere stati raggiunti da una pioggia di proiettili, circa una ventina, in un lago di sangue.

LA DINAMICA DELL’AGGUATO – Secondo una prima ricostruzione le due vittime dell’agguato viaggiavano a bordo di uno scooter, un modello Gilera, in direzione di Via San Vito, nei pressi delle palazzine, quando sono stati impattati da un’auto che li ha speronati. In quel momento sarebbero entrati in azione i killer, che a loro volta a bordo di un altro scooter, gli hanno esploso contro una raffica di proiettili lasciando i due a terra, sull’asfalto in fin di vita.

Dopo pochi minuti, alcuni abitanti del posto, sono accorsi in aiuto dei due giovani. Sul luogo sono giunti i carabinieri diretti dal capitano Antonio De Lise e i soccorsi del 118 che hanno trasportato i due all’ospedale San Giuliano in codice rosso. Silvano Ciccarelli, colpito da tre proiettili mentre invece un solo proiettile ha colpito Nello Di Biase “Paparella”.

Il motorino, su cui viaggiavano Aniello Di Biase e Silvano Ciccarelli è stato ritrovato nelle palazzine INA casa. Il mezzo è stato portato via dal posto dell’agguato probabilmente per evitare di essere rintracciato dalle forze dell’ordine.

AGGIORNAMENTO: Aniello De Biase e Silvano Ciccarelli sono stati sottoposti allo stub per verificare se abbiano risposto al fuoco dei sicari. L’ipotesi dei carabinieri è che i due fossero armati e abbiano sparato verso i loro killer. Sul posto – probabilmente – chi ha portato via lo scooter Gilera (poi ritrovato) ha portato via anche le armi. Resta da capire a chi appartenesse il caricatore lasciato sull’asfalto dopo l’agguato.