Imprenditore ucciso come un boss: si scava nel passato della vittima

Imprenditore ucciso come un boss: si scava nel passato della vittima

Gli inquirenti stanno vagliando la possibilità di legami con i clan camorristici della zona. Due mesi fa un ordigno era esploso vicino la sua abitazione


CAIVANO – Sono ancora poco chiari i contorni della morte di Antonio Varracchio, 52enne di Crispano, crivellati di colpi mentre era a bordo della sua auto a Caivano. L’uomo è stato sorpreso alla guida della sua Fiat Stilo poco lontano da casa, mentre probabilmente si recava a lavoro. Addosso non aveva documenti e il suo corpo è stato riconosciuto dalla moglie.

L’OMICIDIO.  L’unica cosa certa in questo momento appare la ricostruzione della dinamica. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Casoria ma le indagini sono coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia: Varracchio è stato sorpreso dagli assassini a pochi passi dalla sua casa in via Luigi Sturzo. I killer erano almeno due e hanno stretto in una morsa la Fiat Stilo sui cui viaggiava il 52enne. Almeno 6-7 proiettili sono stati esplosi da entrambi i lati dell’auto, come dimostrano i vetri rotti sia dal lato passeggero che dal lato del guidatore. Poi i sicari sono sono allontanati indisturbati sfruttando anche il fatto che l’omicidio è avvenuto alle 5.30 del mattino e in strada non c’era nessuno.

IL MOVENTE. Il punto più oscuro di questa vicenda resta il movente. Le ipotesi al vaglio degli inquirenti sono due: una rapina finita male o un vero e proprio agguato. La figura i Varracchio era nota alle forze dell’ordine. L’imprenditore deteneva legalmente un’impresa per la commercializzazione della carne ma in passato aveva avuto problemi con la giustizia per reati contro il patrimoni e qualche tempo fa era stato anche fermato in compagnia di alcuni camorristi della zona. Due mesi fa invece nei pressi della sua abitazione era scoppiato un ordigno, forse fatto esplodere a scopo intimidatorio. Gli investigatori stanno scavando nel passato della vittima per chiarire  possibili legami con la criminalità organizzata locale e il possibile coinvolgimento in giri di racket e usura.