La sala convegni del distretto ASL-37 ha il nome di Ombretta Argenzio

La sala convegni del distretto ASL-37 ha il nome di Ombretta Argenzio

Questa mattina, alla presenza delle Istituzioni, dei dirigenti, dei colleghi e degli amici, è stata presentata la targa che dà il nome della dottoressa Argenzio alla sala convegli del Distretto 37, dell’ASL di Giugliano

@Saverio Nappo

GIUGLIANO – Questa mattina si è tenuta una cerimonia con cui è stata intitolata alla dottoressa Ombretta Argenzio la sala convegni del Distretto 37 della sede ASL di Giugliano. Qualcuno ha scritto che “l’impegno delle donne è quello più genuino perché non pensa al potere”. Quel tale si sarebbe ricreduto, osservando la società moderna e le sue dinamiche arriviste e particolarmente egoiste. Goffredo Fofi – filosofo, saggista, attivista, giornalista, critico cinematografico, letterario e teatrale italiano – lo ha ricordato, stamane, alla cerimonia di inaugurazione della targa che dà il nome alla sala convegni del Distretto 37 dell’ASL di Giugliano. Ha scelto queste parole per ricordare Ombretta Argenzio, a cui la sala convegni è stata dedicata, parlando a cuore aperto, da conoscente, da amico. Quali parole migliori per sintetizzare in maniera esaustiva quello che la dottoressa Argenzio ha rappresentato per questo distretto e per la comunità giuglianese? Parole, attraverso le quali colleghi e conoscenti, politici e amici, hanno voluto rinnovare l’immagine mai sbiadita di una persona semplice, vera, umana.

L’ingresso della sala convegni è stato “riaperto” dalla dottoressa Argenzio

All’evento hanno partecipato il sindaco di Giugliano, Antonio Poziello, e il sindaco di Villaricca, Maria Rosaria Punzo. La presenza dei due sindaci non è riconducibile semplicemente ad una funzione politica di routine. No. La presenza dei primi cittadini evidenzia la vicinanza del mondo politico alle idee della dottoressa che, nel tempo, con l’aiuto dei suoi collaboratori, ha trasformato una struttura fatiscente in un polo medico di primaria importanza nell’area a nord di Napoli. Ripenso alle parole di Goffredo Fofi, arrivate quasi al termine della cerimonia. Sono parole giuste perché abbracciano equamente tutto l’impegno profuso dalla dottoressa al quale è dedicata la sala convegni. Quanta distanza c’è tra “Taverna del Re” al supporto a Medici Senza Frontiere? Tanto, troppo. Eppure la caparbietà, l’impegno – appunto –, di questa donna l’ha spinta a partecipare attivamente in ambo i campi, così come in quelli concettualmente frapposti tra loro.

Brunella, sua figlia, ha scoperto la targa della sala

La professoressa Teresa Vitale, presidente dell’associazione Spazio a Spazio – alla quale faceva parte anche la dottoressa Argenzio – l’ha ricordata con parole forse più semplici ma colme di immagini e di affetto. Tra le tante, queste mi hanno colpito particolarmente: «Era una persona che si metteva sempre in discussione». Quanti, tra noi, sono capaci a farlo? Quanti sono predisposti a farlo? Quanti ne hanno reale volontà? Eppure, come successivamente ha ricordato don Luigi Pugliese – parroco della chiesa San Matteo del quartiere Ponte Riccio, non una zona facile –, era proprio il “sapersi mettere in discussione” la caratteristica umana che le ha permesso di arrivare al dialogo proattivo con tutti, in società, in sanità, in politica, tra la gente. Da oggi, una parte del Distretto 37 dell’ASL di Giugliano ha il suo nome. È un simbolo, un ricordo materiale, un gesto dovuto. Forse, come ha ricordato Brunella, sua figlia, il modo migliore di ricordare sua madre è «continuare a lavorare affinché questa città sia un po’ più la terza città della Campania e un po’ meno ‘terzo mondo’». Per certi versi, come darle torto?

 

– articolo realizzato in collaborazione con Raffaele Castellone