Melito, parla Carpentieri: «PD cittadino irresponsabile, si è fatta politica dell’inciucio»

Melito, parla Carpentieri: «PD cittadino irresponsabile, si è fatta politica dell’inciucio»

Per l’ex primo cittadino il documento firmato dai 13 consiglieri dimissionari è «uno scempio, una porcheria»


MELITO – «Il PD cittadino ha avuto un atteggiamento irresponsabile», Venanzio Carpentieri individua nel suo stesso partito le responsabilità principali della fine anticipata della sua amministrazione. L’oramai ex sindaco di Melito ha parlato in conferenza stampa questa mattina all’hotel Lento di via Roma, tracciando un bilancio dei tre anni e mezzo di esperienza di governo.

Carpentieri, attualmente segretario metropolitano del Partito Democratico, respinge al mittente le accuse di scarso interesse alle vicende cittadine in favore dell’impegno provinciale: «Se ho sottratto del tempo per svolgere il mio incarico l’ho fatto solo ai danni della mia famiglia e del mio lavoro, sono stato tutti i giorni in Comune, spesso andando via anche dopo i dipendenti; chi mi ha considerato assente cercava forse un Sindaco che facesse una politica di inciuci, da marciapiede, dove hanno preso piede idee fantasiose e tendenziose messe in circolo alle spalle di chi era impegnato per il bene di Melito. Faremo sapere a tutta la cittadinanza cosa abbiamo messo in cantiere, tutti i semi che abbiamo piantato e che probabilmente daranno frutto in futuro; sfido i consiglieri comunali che mi hanno sfiduciato a rendere conto pubblicamente di quello che hanno prodotto in questi tre anni e mezzo in commissione e con le proprie proposte».

L’ex primo cittadino reputa «uno scempio, una porcheria politica» il documento firmato dai 13 dimissionari davanti al notaio e punta il dito contro il capogruppo in consiglio del PD Agostino Pentoriero, che contestualmente decade anche da consigliere metropolitano: «Avrebbe dovuto dialogare con il sindaco e non passare il proprio tempo al bar, probabilmente a ricevere direttive diverse; era alla città metropolitana non per curare i propri interessi ma per fare quelli dei cittadini di Melito, è a loro che deve rendere conto».

Infine un’altra stoccata al suo partito, da cui emerge la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso: «Il PD esprimeva sindaco, vicesindaco, tre assessori con deleghe importanti, presidente e vice presidente del consiglio comunale, eppure i consiglieri si sono detti non coinvolti nelle decisioni dell’amministrazione; abbiamo fatto riunioni e redatto documenti, quando sembrava che si fosse ritrovato l’equilibrio hanno chiesto un quarto assessore con la delega all’urbanistica, per altro già nelle mani del vice sindaco Mastropasqua. Mi viene da pensare che qualcuno abbia provato ad aggirare le regole e le decisioni dell’amministrazione riguardo possibili speculazioni sul suolo cittadino, ad uso e consumo personale, e sono convinto di aver fatto benissimo ad aver rifiutato seccamente questa richiesta».

UN VIDEO ESTRATTO DALLA CONFERENZA

LA CONFERENZA – L’ex primo cittadino reputa «uno scempio, una porcheria politica» il documento firmato dai 13 dimissionari davanti al notaio e punta il dito contro il capogruppo in consiglio del PD Agostino Pentoriero

Pubblicato da Il Meridiano News su Venerdì 17 febbraio 2017