Romanticismo e musica, La La Land si presenta agli Oscar con 14 nominations

Romanticismo e musica, La La Land si presenta agli Oscar con 14 nominations

L’opera di Damien Chazelle eguaglia Titanic ed Eva contro Eva

@Rossella Palmieri

SPECIALE CINEMA – Ne abbiamo letto, ne abbiamo scritto, discusso, abbiamo invidiato e contestato la sua presenza nell’Olimpo dei film con più candidature agli Oscar (14, alla pari con Titanic ed Eva contro Eva, insieme a 7 Golden Globes già in tasca) abbiamo atteso e ora, dal 26 Gennaio nelle sale italiane, possiamo finalmente far incontrare aspettative e realtà e lasciarci sorprendere. Perché checché se ne dica, la linea che separa gusti personali e la realtà di un prodotto sarà pure sottile ma esiste, esiste eccome. La La Land di Damien Chazelle è un musical dalla regia, sceneggiatura, musiche e stile assolutamente sorprendente e, non di meno, dal ritmo incalzante che non permette, neppure al peggiore dei musical-hater, di annoiarsi o distogliere lo sguardo.

La La Land tratta sulle note di canzoni che odierete dopo averle avute in testa per circa una settimana dall’uscita dalla sala, di una storia d’amore che non è affatto quella solita tra uomo e donna, ma qualcosa di molto più profondo e duraturo che è colonna sonora dell’intera storia: quello tra un artista e la propria passione.

Attraverso i personaggi di Mia (Emma Stone) e Sebastian (Ryan Gosling) si è spettatori di una ricerca sognante, passionale e sofferente che non finisce col raggiungimento del proprio sogno, ma continua nella realizzazione della persona che si vuole essere e del senso che si vuole dare alla propria vita, dove il rapporto sentimentale tra due persone è centrale nella crescita personale e non nell’abituale “E vissero per sempre felici e contenti”. Perché sì, nonostante il nostalgico ripercorrere l’intera storia per “come sarebbe dovuta andare” negli ultimi minuti del film, in un omaggio al cinema Hollywoodiano e allo stile inconfondibile della storia dei musical, è uno strizzare l’occhio del regista “ai folli e ai sognatori”, così come appare nella dedica del film.

Perché solo i Romantici e coloro che vivono delle proprie passioni sanno quanto sia doloroso e insieme necessario il non accontentarsi, è lì che si nasconde quella felicità tanto più sentita, quanto più agrodolce. Cosa sarebbe stata Mia senza la recitazione? E Sebastian senza il Jazz? Si può vivere con qualcuno, per qualcuno, privandosi della propria identità?. La La Land racconta un finale che è vero perché imperfetto, così come chi oggi cerca di trovare la propria strada in un mondo che pare non avere bisogno di noi e invece vive dei sogni di chi è riuscito a non perdersi nei compromessi, prende colore proprio da queste anime sinceramente ribelli.

“Her, and the snow, and the Seine

Smiling through it

She said she’d do it again”

Il successo di La La Land è dovuto alla sua capacità di parlare allo spettatore nella lingua delle emozioni, accennando appena alle materiali sofferenze ma dando ampio spazio a quelle ferite che ignoriamo con facilità ma che sanno parlare di noi, più di tutto il resto.