Sommerso dai debiti si uccide nel suo deposito. Il grido di aiuto su Facebook

Sommerso dai debiti si uccide nel suo deposito. Il grido di aiuto su Facebook

L’imprenditore, prima di togliersi la vita, ha scritto una lettera alla sua famiglia: “Scusatemi, non sono un vigliacco”


NAPOLI – “Non sono un vigliacco ma ho subito troppe umiliazioni, non ce la faccio più. Perdonatemi”, parole lapidarie di un uomo disperato. È stato questo l’ultimo messaggio che ha voluto lasciare il 54enne Espedito Ferrara, il piccolo imprenditore che intorno alle 20.00 di ieri si è tolto la vita nel suo magazzino di via Parroco Russolillo a Pianura.
Un gesto disperato figlio di una situazione economica diventata ormai insostenibile. Un dramma diventato tristemente comune per molti ma che aveva schiacciato la mente di Espedito. Scorrendo la sua bacheca Facebook, con il senno di poi, è possibile intravedere la spirale di negatività in cui era entrato. “È vero la vita è una e va vissuta…ma io gia l’ho fatto”, si legge sul suo profilo, oppure “Camminiamo su un filo sottilissimo che è il nostro equilibrio. Ci si mette un’eternità per trovarlo e basta un niente, un gesto, una parola per far crollare tutto”.
Un’esistenza instabile e forse diventata per lui insostenibile. Una vita passata nel commercio, partendo dalla strada, vendendo magliette e gadget ai concerti o ai grandi eventi. Poi la decisione di fare il salto di qualità aprendo due negozi: uno a Pianura, dove ora resta solo il magazzino, e l’altro a Fuorigrotta. Tuttavia negli ultimi 10 anni la parabola imprenditoriale del 54enne aveva imboccato un arco discendente. I debiti e le scadenze sempre più pressanti lo avrebbero portato ad avere grossi problemi con un fornitore, al punto da essere stato colpito da un’ingiunzione.
La voglia di lottare però non gli era mai mancata: aveva una moglie, due figli e due nipoti e anche per loro, quotidianamente, mandava giù bocconi amari ed è stato aggrappato alla vita. Ma negli ultimi tempi era diventato tutto ancora più difficile fino all’estrema decisione di ieri quando è andato nel suo magazzino e, dopo avere scritto una lettera alla famiglia, si è stretto un cappio intorno al collo.