Sta finendo il tempo dei detrattori

Sta finendo il tempo dei detrattori

Si sta infiammando la polemica dopo un articolo del giornalista Mimmo Malfitano sull’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport. Il punto è un altro ed è arrivato il momento di evidenziarlo: perchè dare credito all’opinione di una fonte dimostratasi più volte come “non attendibile”?

@Saverio Nappo

NAPOLI – Nelle ultime ore si è diffusa velocemente la notizia che vorrebbe Maurizio Sarri e Cristiano Giuntoli in procinto di rassegnare le dimissioni dopo una furibonda lite con il presidente De Laurentiis, negli spogliatoi, nell’immediato post gara contro il Palermo al San Paolo, conclusasi col punteggio incredibile di 1-1. Il Palermo fece barricate subito dopo aver trovato il vantaggio con quella che, alla fine, sarebbe risultata l’unica conclusione verso lo specchio della porta difesa da Reina. Nestorovski, di testa, portò i rosanero in vantaggio, nello stupore generale. L’epilogo lo ricordano tutti, non ho alcun dubbio e, a scanso di equivoci, oltre il materiale cartaceo, è possibile consultare il web, sterminato contenitore di dati e verità incontestabili. Proprio dal web, questa mattina, è arrivata la notizia-bomba delle dimissioni del tecnico e del direttore sportivo del Napoli. Il web, per i meno esperti e i più superficiali, concede l’immediata fruizione di una notizia, un’opinione, un fatto, vero, falso o incompleto che sia.

Sarri e De Laurentiis, Dimaro

Inizialmente non era chiaro – non a tutti, almeno – da dove provenisse questa notizia, quale fosse la fonte. Non c’è voluto molto per venire a capo dell’arcano: la fonte è la Gazzetta dello Sport, a firma di Mimmo Malfitano. Ecco, in pratica, i fatti odierni dicono incontestabilmente che Mimmo Malfitano, basandosi su una non precisata fonte, abbia raccontato un dopo gara incandescente, reso ancor più difficile da parole pesanti volate tra Maurizio Sarri e il presidente De Laurentiis. Bene. Mi sono fermato un attimo a pensare che magari la verità sta nel mezzo, come sempre. Ho riletto velocemente il trafiletto, poi ho cercato di allontanarmi quanto prima dalle cosiddette “prime reazioni a caldo”, solitamente le più fallaci, per non dire fuori luogo. Un po’ come quelle dello stesso Aurelio De Laurentiis, pochi minuti dopo il triplice fischio del signor Skomina, al Bernabèu. No, il ragionamento ci distingue dai vegetali e, allora, così sia. Ho cercato, ho scavato, nel web altre fonti, notizie, citazioni, virgolettati. Tutto ciò che mi potesse dare la giusta dimensione di quello che, a caldo, mi è sembrato fin da subito il vaneggiare sconclusionato, buono per i click, ma privo di contenuti reali.

Fonte attendibile

La dimensione mi si è rivelata quasi subito, assieme a ciò che Mimmo Malfitano, giornalista vecchio stampo mai passato ad alcuna gloria, rappresenta. Un destabilizzatore, incredibilmente puntuale quando c’è da rispondere alla chiamata del fazioso, del non esattamente vero, dell’erroneo. Non può rappresentare in alcun modo una fonte attendibile un giornalista che nel settembre 2015 annunciava già a caratteri cubitali la risoluzione contrattuale del tecnico che ha poi rivoluzionato il calcio a Napoli e in Italia, pur senza vincere né lo scudetto né le due coppe in palio. Non può essere giudicato attendibile un giornalista che, pur occupandosi principalmente di calcio – e di Napoli –, nello stesso periodo, sentenziava che Elseid Hysaj non fosse assolutamente un giocatore da Napoli e che oltre ad avere difficoltà tecniche evidenti avesse anche pesanti pecche caratteriali. Peccato che alla fine di quella stagione Hysaj risultò tra i migliori tre terzini destri del campionato italiano (85% di pass accurancy, 54% di duelli vinti e 26 occasioni create in totale), tra i più corretti (5 gialli e nessun rosso) e tra i più utilizzati (37 presenze su 38 partite).

Mimmo Malfitano, paroliere, opinionista

La verità è che dal collega Malfitano giungono puntualmente ventate di inesattezze, spesso condite da notizie inventate di sana pianta. Oggi, purtroppo, tristemente si è visto l’ennesimo teatrino che caratterizza il giornalismo sportivo che ruota attorno alle vicende del Napoli. Alla vigilia di un tour de force da brividi che sta per cominciare e dopo il caos gratuito nato dalle parole di un presidente in totale confusione emozionale, si sarebbe dovuto fare quadrato attorno alla squadra, attorno all’allenatore che rappresentano un’inedita eccezione per la consuetudine partenopea. Tutta la città, i tifosi, gli appassionati, i curiosi, finanche i critici storici (non considero nemmeno Fedele come parere considerabile) sono dalla parte della squadra che, a suo modo – il modo del mister – sta attuando una rivoluzione nel mondo del calcio italiano, che lo si accetti o meno. Sta di fatto che non dovrebbe esserci spazio per fanfaroni e parolieri impreparati, soprattutto non dovrebbe esserci la benché minima cassa di risonanza per queste fonti considerabili come “non attendibili”. Sarebbe il caso di accelerare il processo di rinnovamento del giornalismo sportivo partenopeo che, magari non lo avete notato, è già in atto e che non concederà spazio al giornalismo grigio. Come la folta chioma di Mimmo Malfitano, appunto.