Arrestato usuraio di Giugliano: tassi fino al 70%. Minacciava le vittime di morte

Arrestato usuraio di Giugliano: tassi fino al 70%. Minacciava le vittime di morte

Nella sua abitazione i carabinieri hanno sequestrato assegni e cambiali per 1 milione di euro. Sotto chiave anche un appartamento che l’uomo aveva rilevato da una delle vittime


POZZUOLI –  I carabinieri della stazione di Varcaturo, ieri pomeriggio, hanno arrestato in flagranza per i reati di usura ed estorsione continuata Rinaldi Michele, 49enne pregiudicato, residente a Giugliano.

L’uomo offriva somme di denaro a tassi usurai (raggiungendo anche il 70% del capitale prestato) a tre imprenditori della zona flegrea.

L’attività di indagine, condotta anche con l’ausilio della Guardia di finanza di Pozzuoli che ha curato gli aspetti relativi agli accertamenti patrimoniali, consentiva di appurare che:
– i 
tre imprenditori avevano accumulato situazioni debitorie con l’uomo, oscillanti tra i 200.000,00 ed i 300.000,00 euro;

– Rinaldi Michele al fine di ottenere l’ottemperanza delle scadenze usuraie da parte delle vittime, in più occasioni le minacciava di morte vantando inoltre amicizie con sodalizi criminali dell’hinterland napoletano e costringendole, dietro intimidazioni, a cedergli anche beni immobili quali appartamenti e macchinari di vario genere.

Nel corso dell’ultimo episodio, verificatosi nel primo pomeriggio l’uomo aveva richiesto ad uno delle vittime con ennesime minacce di morte, la somma in denaro contante di euro 3.000,00, ma è stato prontamente bloccato dai militari operanti impegnati in prolungato e specifico servizio di osservazione.

A seguito di perquisizione domiciliare è stata sequestrata un’ingente quantità di documentazione probatoria e titoli (assegni e quietanze post datati, cambiali, fatture, ecc. ecc,) del valore di 1 milione di euro circa nonché quaderni e block notes riportanti nominativi e cifre con relativa indicazione di scadenze ed interessi.

Sequestrato anche un appartamento, del valore di circa 80 mila euro ubicato a Pozzuoli, che l’usuraio aveva rilevato da uno dei malcapitati imprenditori, a parziale saldo dei prestiti contratti con lo stesso.

Arrestato e rinchiuso presso la casa circondariale di Napoli-Poggioreale.