Crisi Melito, parla l’ex Vicesindaco Marina Mastropasqua: “il PD ha detto molte inesattezze”

Crisi Melito, parla l’ex Vicesindaco Marina Mastropasqua: “il PD ha detto molte inesattezze”

“Dispiace – ha aggiunto- per le affermazioni dell’ex capogruppo. Se ha voluto cambiare posizione non è certo colpa mia”


MELITO – Non si è ancora spenta l’eco delle dimissioni del Sindaco di Melito, Venanzio Carpentieri. L’ex primo cittadino ha parlato di “politica dell’incicucio” nella conferenza stampa tenutasi qualche giorno fa in città, all’Hotel Lento in via Roma. Nei giorni successivi, il PD del comune a nord di Napoli ha indetto a sua volta un’altra conferenza stampa nella quale si sono toccati diversi punti. Marina Mastropasqua, ex vicesindaco della giunta Carpentieri, ed Assessore con diverse deleghe, tra le quali alle Urbanistica e mobilità ecocompatibile, ha replicato a quanto detto dagli esponenti del partito di cui l’ormai ex Sindaco, sfiduciato dalla maggioranza dei consiglieri, è anche il Segretario Regionale.

 

Come risponde a quanto detto dagli esponenti del PD nell’incontro con stampa e cittadini? Partiamo dalla questione finanziamenti.
“Nella conferenza stampa tenuta dal Pd, sono state dette una serie di inesattezze e ancora mi chiedo se sia prevalsa la scarsa conoscenza degli argomenti o peggio la cattiva fede. Solo per dovere di cronaca, si continua a parlare dei finanziamenti a valere sul famigerato ‘fondo di rotazione’ ma, come abbiamo in diverse sedi spiegato, si trattava di un prestito che la Regione concedeva per la progettazione di un intervento e non per la sua realizzazione e comunque, abbiamo prodotto l’integrazione richiesta in tempo utile, tant’è che aspettiamo risposta dalla Regione in merito ad un nostro ricorso.A parte questa eccezione, credo che l’Amministrazione Carpentieri sia stata una di quelle che, negli ultimi anni, ha intercettato il maggior numero di finanziamenti. Solo per citarne uno, il progetto a valere sul fondo Jessica, che ho seguito personalmente, e che ha portato su un conto corrente dedicato del Comune ben 4 milioni e 200 mila euro. Oggi, dopo quasi due anni di lavoro per redigere il progetto, preparare le documentazione economico-finanziaria e ottenere finalmente il finanziamento dalla banca europea, temo che questi soldi possano andare perduti. L’Europa ci impone tempi serrati per la gara e l’inizio dei lavori e non so se l’attuale gestione commissariale darà seguito al lavoro intrapreso. Anche questa rientra tra le responsabilità di chi ha ritenuto più utile interrompere prematuramente quest’esperienza amministrativa”.
Diverse le accuse lanciate anche in materia di edilizia.
“Credo che in questi due anni abbiamo svolto un lavoro costante e quotidiano che ha portato non pochi risultati: innanzitutto i più di 750 condoni rilasciati e i 1200 in esame e rilasciati, che per qualcuno sono pochi ma che rispetto al poco più che zero degli ultimi vent’anni a me sono sembrati tanti. La maggior parte delle altre domande in giacenza presentano degli iter molto più complessi e talvolta insanabili e mi chiedo come chi ha governato a fine anni ottanta non lo sappia e parla di lentezza nel rilascio dei condoni.
Ritengo inoltre che sia stata fatta una grande operazione di legalità e gestione del denaro pubblico con il censimento delle Aree di cessione, in seguito al quale abbiamo recuperato, e stavamo continuando a farlo, tante aree indebitamente occupate e di proprietà del Comune, o attraverso il pagamento di un controvalore da parte degli occupanti o attraverso la destinazione delle stesse a micro aree gioco e orti urbani. Chissà perchè questo è un tema che non ha mai appassionato gli amici del PD e che dopo vent’anni di inerzia, credo che avrebbe dovuto qualificare la nostra azione politica e amministrativa”.
Il PD melitese ha avuto da ridire anche su presunti ritardi del PUC (Piano Urbanistico Comunale). Cosa risponde?
“Mi viene veramente da sorridere quando si tira in ballo il PUC. A detta di qualcuno il preliminare giacerebbe  in qualche cassetto per chissà quale recondito motivo. Questo qualcuno dovrebbe sapere bene, come ormai sanno anche le pietre a Melito, che l’iter del PUC è stato rallentato dalla circostanza che ha visto il nostro territorio sottoposto ad un vincolo rigidissimo da parte dell’Autorità di Bacino per il dissesto Idrogeologico, circostanza che avrebbe vietato ogni possibilità di recupero del centro storico e che abbiamo cercato di emendare producendo uno studio idraulico. Quelli che alludono a reconditi motivi di insabbiamento del PUC,  sono gli stessi che hanno “seguito” molto da vicino la questione -zona rossa- e che hanno dimostrato molto interesse a che la situazione fosse riconsiderata dall’autorità. In questo caso non posso pensare, per ovvi motivi, alla scarsa conoscenza della questione, non resta che la cattiva fede! ?er dovere di cronaca, l’iter di ridefinizione della “zona rossa” si è concluso il 9 febbraio u.s. Dal giorno dopo avremmo potuto riparlare di PUC, ma erano tutti impegnati a cooptare consiglieri per sfiduciare il Sindaco”.
Qualcosa da aggiungere?
“Vorrei anche fare- conclude la Mastropasqua- un riferimento al caro ex-capogruppo, che considero un amico. Mi dispiace che racconti una situazione completamente ribaltata, all’inizio di questa consiliatura eravamo entrambi vicini alle posizioni del Sindaco e, quando gruppo e partito gli sono stati palesemente avversi, e congiuntamente hanno stroncato ogni sua candidatura come Presidente del Consiglio prima e come Capogruppo dopo, l’unica che gli è stata vicino sono stata io,  anche assumendo posizioni di rottura con una parte consistente del Partito.  Se lui durante il percorso amministrativo ha ritenuto di voler cambiare posizione e saltare addirittura dall’altra parte, non è certo colpa mia”.