La Panchina d’Oro 2015/2016 è di Maurizio Sarri

La Panchina d’Oro 2015/2016 è di Maurizio Sarri

Il tecnico del Napoli è stato votato dai suoi colleghi-avversari che lo hanno preferito a Massimiliano Allegri, vincitore dell’ultima edizione

@Saverio Nappo

FIRENZE – L’ultima volta che questo premio fu assegnato ad un allenatore che non avesse, poi, vinto lo scudetto era il lontano 2011, quando la ‘Panchina d’Oro’ venne consegnata a Francesco Guidolin, allora tecnico dell’Udinese. Il ‘Premio panchina d’Oro’, da regolamento – dal 2006 –  viene assegnato al miglior allenatore della stagione precedente. La consuetudine tutta italiana ad associare riconoscimenti personali ai singoli allenatori alle vittorie delle squadre con cui sono tesserati ha dirottato la maggior parte delle ‘Panchine d’Oro’ nelle mani degli allenatori vincitori dello scudetto. Come detto, l’ultima anomalia fu proprio la consegna del premio a Francesco Gudolin, sebbene lo scudetto fosse stato vinto dal Milan di Massimiliano Allegri. L’Udinese, quell’anno, chiuse la stagione al quarto posto, dopo un’estenuante sfida per il terzo posto, poi persa ai danni del Napoli di Mazzarri. Dalla stagione successiva a quella 2014/2015, il premio è ritornato saldamente nelle mani del vincitore dello scudetto – Conte, con la Juve, 2011/2012, 2012/2013, 2013/2014 e Allegri, sempre con la Juve, 2014/2015 – fino all’edizione riferente alla passata stagione in cui il nome sulla bocca di tutti è stato indiscutibilmente quello di Maurizio Sarri.

Sarri con la Panchina d’Oro

Il ‘professore’ o il ‘comandante’, come molti hanno cominciato a chiamarlo in riva al Golfo, non è un uomo di troppe parole e agli atteggiamenti festanti preferisce il riserbo lucido e composto. La ‘Panchina d’Oro’ è un riconoscimento importantissimo per un allenatore che lavora in Italia – in serie A – perché è assegnato grazie alla votazione degli altri allenatori. Sono, quindi, gli stessi avversari a concedere gli onori delle “armi tecnico-tattiche” al vincitore, semplicemente votandolo. Maurizio questo lo sa bene: «Spesso considero il ritiro di un premio come tempo tolto al mio lavoro ma questo mi dà gusto e mi emoziona, perché la giuria è formata dagli allenatori. Questo riconoscimento, per me che fino a pochi anni fa facevo la Serie C, è davvero emozionante». Subito dopo la lettura del suo nome accanto alla didascalia “vincitore”, la platea presente, composta dagli allenatori, dai dirigenti delle società e dai vertici della F.I.G.C., lo ha accompagnato sul palco con una cascata di applausi: «Ringrazio le società Empoli e Napoli e due persone, in particolare, che mi hanno fatto crescere: Marcello Carli e Cristiano Giuntoli. Senza di loro non sarei l’allenatore che sono diventato adesso». Il suo petto è gonfio d’orgoglio, l’emozione sta per tradirlo, ma Maurizio è un uomo coerente e riporta tutti con i piedi per terra, mentre Allegri – secondo posto per lui – lo guarda concentrato. Napoli-Juventus è alle porte, non c’è molto tempo per il resto.