Pistole e maschere su Facebook: incoscienza al servizio della criminalità

Pistole e maschere su Facebook: incoscienza al servizio della criminalità

Una banda ci 5 minorenni era diventata il terrore dell’hinterland napoletano. Nei video si muovono come rapinatori esperti ma suoi social mostrano tutta la loro ingenuità


GIUGLIANO – Postavano sul proprio profilo Facebook le pistole e le maschere usate durante le rapine e si complimentavano tra di loro pubblicamente dopo ogni colpo. È questo l’inquietante risvolto emerso dall’operazione dei carabinieri di Giugliano che questa mattina ha portato all’arresto di una banda di minorenni, colpevoli di aver messo a segno 21 rapine in appena 4 mesi ai danni di attività commerciali dell’hinterland napoletano.

I video delle telecamere di sorveglianza li hanno immortalati in diverse occasioni: si muovono da rapinatori navigati e sanno cosa fare. Alcuni dettagli però tradiscono tutta la loro inesperienza ed incoscienza. Agivano in pieno giorno e a volto scoperto, brandendo le pistole come in un moderno far west. Poi c’è l’elemento social. Troppo giovani per sfuggire alla dinamica malata della fama 2.0. Che fai a fare una vita spericolata se poi non lo puoi mostrare a tutto il mondo?

 

Allora ecco spuntare sulle loro bacheche post contro le forze dell’ordine o un augurio “a presta libertà” per due soci che erano stati arrestati dopo una rapina in gioielleria. Sul profilo di un membro della banda si legge “Lavoro: pistolero presso rapinatore”. Questa sfrontatezza da tastiera è costata molto cara alla banda perchè è stato proprio grazie all’analisi dei loro profili che le forze dell’ordine sono riusciti ad incastrarli.

Giovani criminali partoriti da una logica distorta e cresciuti all’ombra di boss che non ci sono più. Cani sciolti senza regole che vivono forte e si bruciano in fretta. Ma anche ragazzi moderni che non danno retta a nessuno e usano troppo i social network.