Sfilata di bellezza all’ospedale di Casoria: il reparto oncologia celebra la festa della donna

Sfilata di bellezza all’ospedale di Casoria: il reparto oncologia celebra la festa della donna

Appuntamento domani alle 15 all’ospedale Santa Maria della Pietà


CASORIA – Domenica 12 marzo, appuntamento/incontro presso l’ospedale di Casoria Santa Maria della Pietà: per celebrare degnamente la festa della donna anche a pochi giorni di distanza, il reparto oncologia  sarà tramutato in un vero e proprio salone di bellezza. Per l’occasione le degenti verranno preparate, truccate e fotografate, proprio come in un concorso di bellezza alla presenza di tutti i partecipanti.

La manifestazione partirà alle ore 15 e dalle ore 17, le pazienti sfileranno con abiti riciclati nella sala convegni dell’ospedale, adibiti a vestiti di classe e alta moda: le partecipanti, saranno preparate da veri truccatori. La sala d’attesa del reparto si trasformerà per quel giorno in una sala pose, dove le improvvisate modelle potranno essere fotografate nelle loro espressioni migliori.

A seguire ci saranno balli e canti popolari e, in conclusione, un buffet preparato dalle pazienti dell’ospedale. L’evento è  Stato organizzato dalla dottoressa Claudia Ferrara responsabile del reparto di oncologia dell’ospedale casoriano, la quale ha affermato attraverso facebook:”Per un giorno la sala delle torture, il dh dell’oncologia, il luogo simbolo in cui vengono inflitte le chemioterapie, si trasforma nel tempio dell’estetica, una specie di spa.

Di più: la poltrona della terapia che diventa la poltrona del salone di bellezza. Perché la bellezza va celebrata, anche e soprattutto quando è martoriata e mutilata dalla malattia, sepolta sotto una parrucca, asportata insieme a un seno, nascosta da una cicatrice. -Prosegue- Il cancro è primariamente una cicatrice nell’anima. Ruba la salute, ma anche e troppo spesso la dignità, la fiducia in se stessi, la percezione di sé nel mondo, insinuando il sospetto di essere un inutile peso morto, un tronco appassito. Ma le donne, queste donne ( le mie, posso dirlo?) malgrado tutto continuano ad essere madri e mogli e figlie. Riescono a collocare nell’agenda della vita l’appuntamento con la chemioterapia fra la scuola dei bambini, il lavoro e il bucato. Sono donne coraggiose. E bellissime. Io penso che siano donne più donne di tutte.

A queste donne noi dedichiamo la manifestazione e non, come qualcuno insinua, per regalare un sorriso a chi lo ha smarrito, ma per rubarlo, si proprio per rubarlo, a loro e farne tesoro. Saranno loro a divertire noi con l’entusiasmo e l’ironia che solo le grandi donne possono avere, e a regalare un momento di evasione, o di riflessione, a noialtri “ sani” , ammalati di distrazione”.