Arrestato marocchino devoto all’Isis: pianificava un attentato in Italia

Arrestato marocchino devoto all’Isis: pianificava un attentato in Italia

Si augurava che i “traditori” diventassero “spiedini per il kebab”. Inneggiava sul web al Califfato ed ai recenti attacchi terroristici in Europa


TORINO – Mouner El Aoual, 29 marocchino, è stato arrestato in Italia, a Torino, e, con tutta probabilità, progettava un attentato. L’uomo, come riporta ilfattoquotidiano.it, era ritenuto un soggetto estremamente pericoloso“, che sul web promuoveva l’ideologia del Califfato Islamico, istigava a compiere attentati contro i “miscredenti”, inneggiava ai recenti attacchi in Germania, Svezia, Francia e aveva manifestato la volontà di pianificare un attentato terroristico nel nostro Paese. El Aoual è stato arrestato oggi a Torino dai carabinieri del Ros per reati con finalità di terrorismo internazionale. In chat si augurava che i “traditori” fossero messi “nello spiedino del kebab” e dati ai cani “dopo averli arrostiti”, ma invitava anche i suoi seguaci a fare la jihad “sgozzandoli con un coltello, bruciandoli e facendoli a pezzi e rendendo le loro vite impossibili”, e dava consigli come ad esempio: “Taglia la testa del Kafir, brucialo, annegalo, colpiscilo con il coltello, fallo esplodere, fai quello che vuoi, il sangue del Kafir non è Halal”.

“Sta svolgendo un’opera di proselitismo e incitamento ad azioni violente e letali”, scrive il giudice per le indagini preliminari nell’ordinanza di custodia cautelare, e “per intenti e personalità presenta un altissimo rischio di passare all’esecuzione di tali gravi atti di violenza”. El Aoual, immigrato irregolare in Italia dal 2008, era nel mirino degli investigatori da settembre 2016, quando era stato individuato il suo profilo Facebook “Salah Deen”, con cui aveva condiviso immagini di propaganda jihadista. Grazie alla cooperazione con l’Fbi, è stato ricollegato a un amministratore di un canale chat sul social network Zello, denominato ‘Lo Stato del Califfato Islamico’. Le informazioni raccolte hanno così permesso di localizzare l’indagato a Torino.

Con il nickname “ibn dawala7“, ovvero “figlio dello Stato”, inteso Stato islamico, l’uomo affermava di essere il portavoce dell’organizzazione terroristica e di aver giurato fedeltà al suo emiro, Abu Bakr Al-Baghdadi. “Evviva Al Baghdadi, io giuro fedeltà a lui in tutte le situazioni”, scriveva nel mese di febbraio. “E’ lui il mio Califfo, perché se lo è meritato. Io ho giurato fedeltà a lui con tutto me stesso”. Il marocchino diffondeva consigli indirizzati dall’Isis ai ‘lupi solitari’ e ai ‘foreign fighters‘. E pubblicava anche materiale su tecniche di combattimento, di assassinio, di depistaggio dei controlli delle forze di polizia e sui comportamenti da tenere nei Paesi occidentali per diventare ‘invisibili‘.