Clan Orlando, la gestione del traffico di droga: le dichiarazioni di Bonaccorso

Clan Orlando, la gestione del traffico di droga: le dichiarazioni di Bonaccorso

La ricostruzione del pentito affiliato al clan Patrizio Bonaccorso sulla gestione del traffico di droga


MARANO – A raccontare come veniva gestito il traffico di droga del Clan Orlando, smantellato la scorsa settimana dai carabinieri, è il collaboratore di giustizia Patrizio Bonaccorso, come raccontato dal quotidiano online Cronache della Campania, in una dichiarazione datata lo scorso ottobre.

Bonaccorso Patrizio, 34 anni, residente a Marano di Napoli, già noto alle forze dell’ordine e ritenuto affiliato al clan Polverino, raggiunto da un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale di Napoli fu arrestato nel marzo 2016 e dovrà espiare 9 anni e 8 mesi di reclusione per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti commessa tra il 2009 e il 2010 tra Marano di Napoli e Spagna.

Alla fine degli anni 90 quindi gli Orlando scelgono di appoggiare Peppe Polverino e vengono riconosciuti dal capo clan come un gruppo autonomo, che continuerà ad occuparsi dello spaccio di hashish a Marano, Quarto e Calvizzano come raccontato da un altro pentito Roberto Perrone.
Il racconto di Bonaccorso, del 19 ottobre 2016, recita : “A Marano le piazze di spaccio che io conosco sono: in mezzo alla Preola, si tratta di una piazza di spaccio; Piazzetta della Pace,in Calvizzano, sul corso nei pressi della chiesa,  Via Baracca, nei pressi del bar Message, gestita da Antonio e Ciro Di Lanno. Su Marano esiste poi una paranza a parte,  costoro si limitavano a chiedere il permesso agli Orlando per poter operare da soli; gli Orlando glielo concedevano ma in cambio chiedevano di lasciare uno spazio nel loro veicolo anche per un loro quantitativo di hashish, impegnandosi anche a venderglielo. Tutti quelli che operano a Marano devono chiedere il permesso agli Orlando”

“Devo precisare che soprattutto nell’anno 2015 ho avuto molteplici contatti per traffici di droga  con gli Orlando.  Le dico che stanno sicuramente bene con il gruppo dei Carresiani che da anni gestisce da quando hanno arrestato Ciccio Pertuso e gli esponenti del clan Polverino, gestiscono il traffico di droga. Nel dicembre del 2015 quando un pomeriggio, mi chiese di dargli un passaggio dietro al garage degli Orlando, gli chiese perché mi disse che gli doveva fare una ambasciata agli Orlando, lo accompagnai con la mia lancia Y peraltro sottoposta a sequestro, auto che mio fratello ha fatto scomparire. Ci recammo nel garage Orlando dove vi erano Orlando Gaetano (47) costui quando parlavamo all’ interno del garage era fuori quasi a custodia, se non mi sbaglio il garage era proprio il suo, vi era poi Lubrano Raffaele (80) all’ interno del garage e osservava il fratello che parlava, vi era poi Vincenzo Lubrano, ha una voce grossa con lui abbiamo parlato degli 80 chili di droga era il capo…vi era poi Armando che era fuori a parlare con Sciorio Armando (70) so che costui ha una Peugeot blu , nel garage vi era poi anche quello della foto nr. 13 di cui non conosco il nome ma stava sempre con i Carresiani, ed è colui che in occasione dell’incontro nel garage ha datoi primi 5 chili di fumo. Nel garage vi era anche Lorenzo Nuvoletta figlio di Ciro e anche il fratello di costui di nome Giovanni e ancora Carbone Castrese (80),e che chiamano il maresciallo (Raffaele Veccia) che si è sposato o una figlio o una nipote degli Orlando, grande amico di Filippo Nuvoletta ‘o cecato. Nel garage vi era anche Baiano Pasquale (82) vi era infine Moio Pasquale (67). Ci recammo in questo garage perché un tale doveva prendere 80/100 chili di droga ,per quel che io ne so era la prima volta che si rivolgeva agli Orlando per avere droga. Quando entrammo nel garage, vi ho detto erano presenti i summenzionati, a parlare era quello della voce grossa che sapevo che si chiamasse Vincenzo invece si chiama Armando. Il tale disse ad Armando che aveva bisogno di un carico di hashish da portare.

Armando disse che non c’era problema sul quantitativo. Il tale gli disse che gli servivano 80/100 chili e questo Armando disse che non cerano problemi, stabilì il prezzo di 130 mila euro e chiese a costui delle garanzie in caso di perdita, disse: che garanzie mi dai e il tale  rivolgendosi a me che se il carico fosse andato perso per un sequestro, avrei dovuto portare ad Armando i documenti di una della casa dove abito io, intestata a mia madre, e portare anche mia madre dal notaio per fare la vendita fittizia chiaramente a favore degli Orlando. Avuto questa garanzia, Armando Accettò l’uomo gli disse che gli servivano subito 5 (cinque) kg da portare ad un suo cliente di Napoli.

Armando diede disposizioni subito a quello della foto 13 di andare a prendere i 5 k di fumo e caricarli in macchina. Gennaro Sarappo  si accordò nel senso che avrebbe preparato la macchina, la Skoda, l’avrebbe portata al garage Orlando, loro l’avrebbero caricata di fumo e gliela avrebbero parcheggiata nella pubblica via dove il tale avute indicazioni, sarebbe andato a prenderla. Costui mi disse pure in loro è presenza che non appena sarebbe arrivato,per avvisarmi che tutto era andato bene, mi avrebbe fatto uno squillo ed io sarei andato ad avvisare fuori al bar Rosso e nero e  mi dissero espressamente vai da Papele, che io conosco da tempo. Infatti, caricati 5 kg di droga andammo via, infatti dopo un paio di giorni, costui avuta la macchina carica dal predetto Armando, partì per la Sicilia, come arrivò mi fece uno squillo, io andai fuori al Rosso e Nero dove sapevo di trovare Papele in quanto sapevo stesse in quel luogo, dove trovai Papele unitamente a Carmine Palumbo. Dissi a Papele che mio fratello era arrivato e che era tutto apposto, il predetto mi disse che mi avrebbe avvisato Armando”.