Da spacciatori di hashish a padroni della città: l’ascesa del clan Orlando

Da spacciatori di hashish a padroni della città: l’ascesa del clan Orlando

La conquista del potere da parte del clan ricostruita dal pentito Roberto Perrone


MARANO – A raccontare l’ascesa del clan Orlando, smantellato due giorni fa dai carabinieri, dagli anni 90 fino al 2010 è il pentito di camorra Roberto Perrone, gestore del traffico di droga proveniente dalla Spagna con i Nuvoletta prima e con i Polverino poi.

In un verbale datato 4 aprile 2016, così come riporta il quotidiano online Cronache della Campania, Perrone racconta agli inquirenti di come gli Orlando furono costretti alla fine degli anni 90 a scegliere tra i Nuvoletta, con cui erano legati da vincoli di parentela, e i Polverino il cui potere era in evidente ascesa: “Il gruppo degli Orlando era legato sia alla famiglia Nuvoletta, per rapporti familiari, sia al gruppo Polverino. In una prima fase, fino agli anni ‟90, il gruppo Orlando operava criminalmente sia nel settore dell’hashish che nelle estorsioni ed anche per gli omicidi. Dopo gli anni ’90, il gruppo Orlando fu costretto a fare una scelta, come già raccontato, perché sorsero dei contrasti tra Polverino e Nuvoletta per uno schiaffo che Peppe Polverino detto Barone diede a Nuovoletta Antonio o‟ Lepre, questo determinò una scissione tra i Nuvoletta e i Polverino , rispetto ai quali gli Orlando dovevano prendere una decisione e su indicazione di Armando Orlando detto Tamarro, cugino dell’odierno latitante, si schierarono dal lato dei Polverino”.

Alla fine degli anni 90 quindi gli Orlando scelgono di appoggiare Peppe Polverino e vengono riconosciuti dal capo clan come un gruppo autonomo, che continuerà ad occuparsi dello spaccio di hashish a Marano, Quarto e Calvizzano.

“Il gruppo Orlando – continua il pentito Perrone –  era stato riconosciuto come gruppo autonomo da Peppe Polverino, aveva come sede operativa e roccaforte la zona dei Carrisi. I Carrisi si trovano vicino al bar Rosso e Nero, nei pressi del comune, dove vi è un palazzo dove vi abita tutta la famiglia Orlando ed all’interno vi è un cortile dove si riuniscono. Quella zona se ricordo, si chiama Corso Umberto o Corso Europa e si trova nei pressi del municipio. Ho sempre saputo che quando andavano all’interno a fare riunioni, era un posto sicuro, perché, evidentemente, vi erano delle vie di fughe sul retro…Peppe Polverino aveva riconosciuto agli Orlando l’autonomia nel settore dell’hashish. Ricordo un particolare, dopo la mia scarcerazione ’97-’98 circa, ci fu una riunione con gli Orlando, ci invitarono ai Carrisi per dirci che avevano saputo che Peppe Gala detto showman era un confidente della polizia, forse vicino ai servizi, anche perché il predetto Gala, aveva consumato grosse truffe al livello internazionale anche a San Marino. A questa riunione partecipammo, io , Cammarota, Sabatino Cerullo, Fabio Allegro, Carlo Nappi mentre del gruppo degli Orlando c‟era Raffaele detto papele, Antonio detto mazzolino, fratello di Raffaele, ed altri ragazzi degli Orlando che adesso non ricordo. Certo è che fu Papele a dirci di questa notizia di Gala ed in quella circostanza, sia noi, come gruppo Polverino e sia loro come gruppo Orlando ne decretammo la morte. Papele espressamente disse: “ chi prima di noi avrà l‟occasione, lo uccide”.

Perrone venne poi arrestato nel 2000 e alla sua uscita dal carcere nel 2008 trovò la situazione più o meno immutata, con un’unica nota stonata: gli Orlando avevano acquisito maggior potere sul territorio. Un aumento di potere tale che spinse il Barone a temere che gli Orlando potessero tornare ad allearsi con i Nuvoletta.

“Nel 2010 con Peppe Polverino organizzammo una riunione di vertice con gli Orlando anche perché Peppe Polverino temeva che gli Orlando stessero accordando con i Nuvoletta. In particolare temevano, perché insidioso, Nuvoletta Antonio detto ò lepre. Nel corso di quella riunione, erano presenti, per il gruppo Polverino, io, Nappi Carlo, Peppe Polverino, Giuseppe Simeoli, Sabatino Cerullo, Salvatore Cammarota mentre dal lato degli Orlando, c’era Raffaele Orlando detto papele, Antonio Orlando ed il nipote Armandino. C’incontrammo nel rifugio Viticella ove io mantenevo Peppe Polverino latitante, fuori al covo c’erano ragazzi dei Polverino. Gli Orlando, Antonio e Raffaele, approfittarono dell’incontro, che non avveniva tutti i giorni con Giuseppe Simioli, latitante, per presentare il loro nipote preferito, Armandino, figlio della sorella di Pignataro Maggiore, il cui genitore fu ammazzato in un agguato camorristico. Antonio e Papele Orlando lo presentarono proprio per farlo entrare a pieno titolo nel loro clan, il gruppo Orlando, e legittimandolo al cospetto dei Polverino. Peppe Polverino ebbe modo di elogiare l‟ingresso di Armandino, ed anzi, disse che eravamo a disposizione per qualsiasi cosa e poiché gli Orlando avevano manifestato che in quel periodo erano scarsi a fornitura di hashish, Peppe ‘o Barone disse a Sabatino Cerullo di omaggiare ad Armandino Lubrano di una fornitura di hashish, non ricordo la quantità, senza alcun pagamento. In quella riunione Peppe Polverino ribadì agli Orlando di fare attenzione ai loro cugini Nuvoletta perché erano insidiosi e gelosi di loro. Alla fine della riunione Peppe mi confidò che vedeva gli Orlando particolarmente pericolosi, se si fossero alleati con i Nuvoletta aggiunse pure che se ci fossimo accorti di un tradimento degli Orlando, lui avrebbe decretato la morte di Armandino, facendo ricadere la colpa ai Nuvoletta. Da allora non abbiamo avuto più incontri, almeno tra Peppe Polverino ed Orlando Antonio”.

Nel 2015, secondo gli inquirenti, viene sancita la supremazia degli Orlando. In quegli anni, infatti, il clan Polverino si era notevolmente indebolito, con il super boss ‘O Barone e la maggior parte dei suoi affiliati finiti in carcere. E’ in quel momento che gli Orlando conquistano la città, grazie anche ad una nuova alleanza con i Nuvoletta. Quella stessa alleanza che Giuseppe Polverino aveva tanto temuto.