Tra l’indifferenza per la Juve e l’indifferenza per il Collana

Tra l’indifferenza per la Juve e l’indifferenza per il Collana

Mentre il clima di tensione annunciato dai media nazionali sfuma in un nulla di fatto, i cittadini sfilano in corteo tra le strade del Vomero per chiedere l’immediata riapertura dello stadio Collana

@Saverio Nappo

NAPOLI – Sembra paradossale, da rimanerci addirittura sbigottiti, quando invece è la semplice normalità. Staranno storcendo il naso i ricercatori di scoop fatti di sangue, feriti, scontri e risse ma, come dire, non gli resta che mettere il cuore in pace e godersi una domenica di pura e incontestabile normalità. L’indifferenza è senza dubbio la parola chiave di questo strano ed attesissimo weekend calcistico/sportivo. Ma anche una parola chiave – indifferenza, appunto – può assumere diversi significati, così come può avere diversa risonanza nell’infinito e spesso agitato mare di fruitori di notizie. Accade che nel tardo pomeriggio di ieri, la Juventus atterri a Capodichino preceduta da un clima di tensione costruito ad arte, dettagliatamente disegnato per la descrizione anticipata di un’ovvia serata di scontri, offese e tensione estranea allo sport, inteso alla maniera perbenista. Peccato che, una volta aperti i cancelli dell’uscita secondaria dell’aeroporto partenopeo, non ci fosse nessuno ad attendere gli odiati nemici da insultare (?) senza freni. Indifferenza. Totale indifferenza, come quella che ha accompagnato il cordone di forze dell’ordine dedicato al bus della Vecchia Signora, fino ai cancelli dell’Hotel Parker. Indifferenza.

Il corteo ha attraversato il quartiere, fino a piazza Vanvitelli

Con la stessa parola chiave si può descrivere fedelmente la questione legata allo stadio Collana. Qualche mese fa scrivemmo un articolo (questo) sulle prospettive future dell’impianto del Vomero. Paragonammo l’efficienza della macchina organizzativa che portò alla riscrittura del futuro dello stadio Collana con l’inefficienza totale che ha condannato (ad oggi la situazione è perfettamente identica) lo stadio Alberto De Cristofaro di Giugliano. Ne scrivemmo in uno stato “para-confusionale”, felici per l’annunciata rinascita dello stadio del Vomero ma indignati per l’assurda condanna – di indifferenza politica e imprenditoriale – che pende sull’impianto sportivo della terza città della Campania. L’indifferenza è proprio il baratro in cui è ricaduto il Collana, rovinando sotto l’insensatezza della burocrazia, spinta giù dal menefreghismo istituzionale cittadino, regionale e nazionale. Giovanni Malagò, presidente del CONI, attende soluzioni senza indicare strade da seguire, da buon dirigente quale è. Indifferenza, stessa parola chiave, mondi completamente diversi.

Diversi sono i contesti nei quali l’indifferenza si è manifestata e, ancora, diverse sono le reazioni scaturite da essa. Sembra esserci incredulità attorno alla mancata manifestazione di “odio” e “violenza” nel clima di “tensione” che accompagna la città di Napoli alla super sfida di stasera allo stadio San Paolo. Sembra esserci scarso interesse attorno all’unica manifestazione di indignazione verificatasi in città, al Vomero. Nulla a che vedere con il calcio, con il Napoli, con la Juventus e con il ritorno in riva al Golfo di Gonzalo Higuain. Circa mille persone, questa mattina, si sono date appuntamento a piazza Quattro Giornate, all’ombra della tribuna del Collana, silenzioso e abbandonato. C’erano semplici cittadini, associazioni sportive che da sempre frequentano lo storico impianto vomerese. C’erano bambini, famiglie, sportivi, appassionati, tesserati, professionisti, amatori. C’erano i vomeresi nel corteo che ha attraversato il quartiere fino a piazza Vanvitelli. Ma non solo. C’erano mille napoletani scesi in strada per spezzare una volta per tutte il silenzio che avvolge l’indifferenza. Lo stesso silenzio che ha accolto la Juventus, al suo arrivo in città. Come dire?  È questione di priorità.