Litorale domizio, a rischio chiusura quasi 150 stabilimenti balneari

Litorale domizio, a rischio chiusura quasi 150 stabilimenti balneari

“Bisogna prendere in considerazione le ragioni degli imprenditori”- ha detto il consigliere regionale Stefano Graziano


CASTEL VOLTURNO – A rischio chiusura i lidi di Castel Volturno . L’Agenzia del Demanio ha infatti richiesto per questo tratto di costa l’applicazione dei cosiddetti Canoni Omi. Tale spesa aumenterebbe anche del 400% l’esborso per le concessioni demaniali e comporterebbe la chiusura dei lidi, quasi 150 in totale sul litorale domizio.

Sollecitate dal Sindacato Italiano Balneari – Fipe regionale, le istituzioni locali- come riporta ilmattino.it- sono però intervenute in difesa degli imprenditori ed il sindaco di Castel Volturno, Dimitri Russo, ha scritto al sottosegretario dell’Economia con delega al Demanio, Paola De Micheli, esponendo l’inopinabilità di una richiesta che va in senso contrario a quella presentata dagli stessi operatori che chiedono invece al Comune ed alla direzione generale regionale dell’Agenzia del Demanio una riduzione (del 50%) del canone demaniale marittimo per la permanenza del grave stato del litorale. Un canone ad oggi equiparato a quello delle località turistiche più pregiate, come quelle ricadenti lungo la costa sorrentina o delle isole di Capri e Ischia.

Un bracco di ferro all’ultima interpretazione insomma che a ridosso dell’avvio della stagione calda preoccupa tutti gli imprenditori e non solo i balneari, come ha spiegato il presidente del SIB regionale Marcello Giocondo secondo cui «se dovesse passare la linea dell’aumento dei canoni, a Castel Volturno chiuderebbero non solo i lidi ma anche tutte le altre attività commerciali che nella maggior parte dei casi galleggiano quasi unicamente in virtù della nostra presenza». Una posizione appoggiata naturalmente anche dai vertici nazionali del sindacato che, come ha spiegato il vicepresidente della Fipe, Salvatore Trinchillo, ha incaricato l’ufficio legale di verificare la bontà della posizione dei suoi associati e ne ha quindi sostenuto le motivazioni producendo un’accurata documentazione.

Afferma il consigliere regionale Stefano Graziano: «I balneari non possono essere discriminati anche sui canoni visto che lo sono già fin troppo dal punto di vista ambientale. Per questo motivo ho interpellato personalmente Bonavitacola, anche se la Regione non è competente, affinché faccia valere le ragioni degli imprenditori con le autorità preposte e mi sono rivolto io stesso all’on. Paola De Micheli affinché prenda nella giusta considerazione le loro ragioni». Le ragioni degli imprenditori balneari sono state sostenute anche da Camilla Sgambato.