Non ci si può distrarre, non più

Non ci si può distrarre, non più

Alla vigilia dell’importantissima sfida di San Siro contro l’Inter, cerchiamo di identificare le défaillance del Napoli. Risolte le problematiche legate alla rosa e alla qualità dei giocatori che la compongono, a Maurizio Sarri resta da risolvere l’ultimo annoso problema della squadra, per consentirle di fare il decisivo salto di qualità

@Saverio Nappo

NAPOLI – Siamo alla fine dell’anno scolastico. Gli studenti più bravi sono tranquilli e cominciano a progettare le loro vacanze al mare. Quelli talentuosi sono rilassati a metà: al massimo dovranno sudare la sufficienza in una o due materie a loro avverse. Poi ci sono quelli per cui non c’è molto da fare e, nonostante il loro spirito combattivo, il loro impegno massimo in un tempo brevissimo, la salvezza resterà solo un miraggio dorato. Se vi fermate a pensarci, anche solo per un istante, il sillogismo vi sembrerà calzante. La scuola, il campionato, non sono che facce simili di medaglie diverse. Siamo alla fine dell’anno scolastico, dicevamo, e sono in programma gli ultimi colloqui tra professori, dirigenti scolastici e genitori. Un déjà vu concettuale, per molti di voi, forse per tutti. Personalmente, il giudizio che mi è stato dato la maggior parte delle volte è «suo figlio è intelligente, ha talento, ma deve impegnarsi di più», o anche «ha grosse potenzialità ma si distrae sempre sul più bello». In soldoni, ogni anno, di questi tempi, maledicevo me stesso per non essermi concentrato fino in fondo e per aver precluso a me stesso il poter pensare alle tanto desiderate vacanze al mare.

Ventisettesima giornata, 4/3/2017, stadio Olimpico di Roma, Roma-Napoli 1-2: dopo un dominio territoriale abbastanza netto, legittimato dal doppio vantaggio firmato da una doppietta di Dries Mertens, il Napoli “esce dalla partita” letteralmente favorendo l’arrembaggio della Roma. Qui, Koulibaly sale eccessivamente palla al piede, perdendo il controllo del pallone in un contrasto con Naingollan. Contropiede innescato, difesa totalmente fuori posizione, campo aperto. Il palo colpito da Salah salva – momentaneamente – il Napoli che subirà comunque il goal di Strootman qualche minuto dopo

Un detto popolare dice che “chi si piglia s’assomiglia”, sarà per questo motivo che ho sempre sentito un’empatia particolare per il Napoli e le storie sportive che si porta dietro lungo il suo cammino. Eppure, direste, questo Napoli è tutta un’altra cosa e sicuramente non si può paragonare ad un liceale talentuoso ma troppo distratto. Magari è così ma, personalmente, noto una certa somiglianza concettuale. I bianco azzurri – forse sarebbe meglio definirli solo “i bianchi” – hanno un punto in classifica (71) in più rispetto alla stessa giornata dello scorso campionato (70). Hanno anche un totale di goal fatti (77) superiore rispetto allo stesso in concomitanza della trentatreesima giornata dello scorso campionato (66). È indiscutibilmente migliorato il livello del gioco espresso, possesso palla e la fluidità della manovra. Sono, inoltre, migliorate le prestazioni atletiche, la resistenza fisica dei giocatori che compongono la rosa. Il Napoli ha innegabilmente migliorato se stesso, superando i suoi limiti tecnici e tattici, migliorando qualitativamente e quantitativamente in ogni reparto. Non è un caso che questa evoluzione sia avvenuta – e sia ancora in atto – solo dopo quello che, con ogni probabilità, è il miglior mercato estivo (in ingresso) della gestione De Laurentiis. Forse, anche migliore di quello dell’estate post-Cavani.

Ventiduesima giornata, 29/1/2017, stadio San Paolo di Napoli, Napoli-Palermo 1-1: sono passati solo sei minuti dal fischio d’inizio e il Napoli sembra essere sorpreso dalla vena particolarmente propositiva dei rosanero. Probabilmente il disastroso andamento in campionato dei siciliani e la loro posizione – in quel momento – apparentemente irrecuperabile, inducono il Napoli ad un approccio “molle”, sia in intensità che in precisione posizionale. Il goal di Nestorowsky darà la scossa alla squadra che assedierà il Palermo nella sua area di rigore per tutta la partita. Il pareggio, però, arriverà solo al 66′ (Mertens). La vittoria non arriverà mai

Dove sta il paragone con lo studente talentuoso ma troppo distratto, direte? Beh, è proprio lì, chiaro ed inequivocabile. Ad oggi, alla vigilia della trentaquattresima giornata – gli azzurri sono attesi dall’Inter di Pioli a San Siro, domenica sera alle 20:45 – il Napoli è una squadra dall’enorme talento bilanciato con maestria, con il necessario bagaglio di esperienza, nazionale ed internazionale, dei suoi giocatori più “anziani e rappresentativi”. Tuttavia, è emblematico come, ad esempio, nell’ultima trasferta al Mapei Stadium di Reggio Emilia contro il Sassuolo (2-2, ndr), siano stati proprio due degli “anziani e rappresentativi” a dare il la all’inatteso stop. Ma non solo. Se il primo goal del Sassuolo nasce da uno svarione di Marek Hamšík (conseguenza di un chiaro calo di concentrazione più che di lucidità decisionale) e il secondo goal da una tardiva reazione istintiva di Pepe Reina (figlia di un atteggiamento eccessivamente rilassato) – concettualmente simile a quello di Hamšík che ha generato il primo goal subito –, anche il macroscopico errore posizionale di tutta la linea di difesa sulla respinta di Reina e, poi, sul tiro di Mazzitelli, nasce da un vistoso e imperdonabile calo di concentrazione. Distrazione dei singoli, distrazione del collettivo, obiettivi che sfumano. Maurizio Sarri, da esperto conoscitore di uomini prima che conoscitore di calcio e calciatori, lo aveva capito sin da subito che i limiti di questa squadra erano essenzialmente tre: rosa, gioco e concentrazione, ovvero, capacità ed attitudine a restare mentalmente in partita.

Quattordicesima giornata, 28 novembre 2016, stadio San Paolo di Napoli, Napoli-Sassuolo 1-1: la squadra gioca una partita gagliarda, mostrando sul campo la sua qualità nel palleggio, nella dinamicità tattica e nelle caratteristiche tecniche. Il vantaggio arriverà alla fine del primo tempo, al 42′ (Insigne), e sarà mantenuto per quasi la totalità del tempo di gioco rimanente. La squadra avverte che è in possesso del destino della partita, essendo in costante vantaggio sia sul piano del possesso palla che del gioco, in generale ma commette un grave errore, il solito: esce dalla partita, quel tanto che basta. Defrel all’82’ gela il San Paolo e rallenta la corsa del Napoli, con quello che risulterà essere l’unico tiro effettuato dal Sassuolo in 90′

L’ampliamento della rosa nell’ultimo mercato estivo ha consentito al tecnico di risolvere le prime due problematiche: tutti i reparti sono completi e numericamente sufficienti a garantire una rotazione efficace senza intaccare il livello medio dell’undici schierato in campo. Con alcuni piccoli e mirati accorgimenti, ad oggi, la rosa del Napoli risulterebbe estremamente competitiva ed altamente performante, al pari delle contendenti allo scudetto. Anche in Europa, con le dovute proporzioni, il discorso non cambierebbe. Non è un caso che, quest’anno, sia stato proprio il Real Madrid – attuale semifinalista – ad eliminare il Napoli, agli ottavi di Champions League. Questo significa che l’ampliamento della rosa è coinciso con un miglioramento del livello di gioco espresso e della capacità di leggere/interpretare le partite, indifferentemente dal livello e dalla disposizione tecnica dell’avversario. Resta, quindi, da risolvere l’ultimo problema. Resta da superare l’ultimo limite per poter effettivamente compiere il passo decisivo verso una nuova era, fatta di traguardi raggiungibili e non solo sognabili. È lo stesso Maurizio Sarri a fissare l’obiettivo: eliminare i cali di concentrazione. Nel calcio moderno, del resto, non è possibile mostrare il fianco scoperto all’avversario. Lì dove la velocità, la solidità difensiva e la capacità di impossessarsi del proprio destino sul campo camminano di pari passo, come fossero ingranaggi di un motore nel quale tutto funziona in perfetta sincronia, non è ammissibile che una di queste componenti sia fuori uso. Siamo alla fine dell’anno scolastico, dovremmo pensare solo ad organizzare le vacanze al mare, senza alcun rimpianto.

Non un errore da lui: il capitano è uno dei migliori in questa stagione