Alessia, la sposa trans: “Ad Aversa mi guardano come un fenomeno da baraccone”

Alessia, la sposa trans: “Ad Aversa mi guardano come un fenomeno da baraccone”

Lacrime per Alessia dopo la gioia per le nozze: ” A causa della notizia sulla mia mancata operazione, ora nella mia città mi trattano con diffidenza”


AVERSA – Alessia Cinquegrana è stata la prima trans d’ Italia che è riuscita a coronare il suo sogno: convolare a nozze con il suo storico fidanzato, Michele, in municipio dinanzi a parenti, amici, curiosi e  giornalisti ed autorità locali. Il matrimonio civile si è celebrato lo scorso 27 aprile presso il municipio di Aversa alla presenza del vicesindaco del comune normanno

. La prima nota negativa in questa favola moderna fu già l’assenza dei genitori del marito Michele: la sua famiglia non ha mai accettato questa unione e per questo non erano presenti alla cerimonia  e non ci saranno nemmeno a luglio quando la coppia si sposerà anche con una funzione religiosa.

Il caso di Alessia fin da subito ha avuto un grande clamore mediatico, della sua storia se ne sono occupati numerosi giornali locali e non, fino a ricoprire i due neo sposi  il ruolo di ospiti in tanti programmi televisivi.

Non sono mancati episodi spiacevoli come le scritte offensive omofobe apparse di fronte al comune, la mattina del matrimonio, ma immediatamente cancellate dall’amministrazione normanna.  Nonostante ciò, però, l’intera cittadinanza sembrò rispondere  positivamente a questa unione.

Il matrimonio di Alessia e Michele ha avuto un notevole risalto mediatico soprattutto per un particolare: Alessia è la prima trans d’Italia a sposarsi civilmente senza aver completato le operazioni chirurgiche per un cambio definitivo di sesso.

“Ad Aversa, il comune dove io e Michele viviamo, la notizia della mia mancata operazione per il cambio definitivo di sesso, ha creato scalpore. La gente sapeva il contrario e ha cominciato a guardarmi con sospetto quasi non si fidasse più di me», ha dichiarato Alessia ai microfoni di TvLuna.

Il fatto che non fossi operata è diventata la mia condanna. È stato detto e scritto tutto con troppa facilità senza considerare che ho dei fratelli piccoli di cinque e dieci anni e che oggi mi guardano con diffidenza. Tutto questo mi fa male, molto male». Nel corso del colloquio con TvLuna interviene anche il marito Michele Picone: «Dopo il clamore mediatico – dice -, si è creato il vuoto. Il mio lavoro è quello del piastrellista, ma attualmente nessuno mi offre niente. E comincio ad avere paura per il mio futuro».

Il prossimo sogno per la coppia sarebbe adottare un bambino. Ma senza una sicurezza economica la nostra domanda non potrà mai essere presa in considerazione» continua Alessia. «Io e Michele non vogliamo essere considerati fenomeni da baraccone. Entrambi ci siamo lasciati alle spalle un passato doloroso e terribile fatto di scelte obbligate. Il nostro incubo, senza una alternativa, è che quel passato possa tornare ad affacciarsi».

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Si sposa la prima trans d’Italia ad Aversa. IL VIDEO