La crisi Alitalia travolge lavoratori napoletani: in 200 a rischio mobilità

La crisi Alitalia travolge lavoratori napoletani: in 200 a rischio mobilità

L’azienda di Lettieri chiede l’apertura di un tavolo di trattative regionale


NAPOLI –Dal 3 luglio, data di scadenza della Cassa Integrazione, un numero preoccupante di lavoratori Atitech sarà costretto alla mobilità. L’azienda, che si occupa di manutenzione aerea, lamenta principalmente l’inadempienza nei pagamenti di Alitalia per una somma di circa 7 milioni di euro.

Se la compagnia di bandiera, attraversata ancora una volta da una profonda crisi, versasse quanto deve ad Atitech, questa potrebbe avere, secondo i suoi dirigenti, buone possibilità di portare avanti la sua attività e di stabilizzare la precaria posizione dei lavoratori.

Con l’avvicinarsi del periodo estivo arriva per Atitech una fase estremamente delicata: è fra luglio e settembre che gli aerei volano a pieno ritmo e precipita drasticamente la domanda di manutenzione. L’azienda garantisce che resterà comunque aperta, ma la situazione è quanto mai precaria: in 400 sono i lavoratori già sottoposti alla cassa integrazione. Chi di questi si troverà in mobilità dal 3 luglio non avrà la possibilità di accedere ad alcun sostegno al reddito.

Dai vertici arriva la richiesta immediata dell’apertura di un tavolo regionale di trattative per ottenere il versamento dei pagamenti dovuti e prolungare la cassa integrazione per ristrutturare l’attività aziendale.

L’invito alla mobilitazione è rivolto soprattutto al presidente De Luca ed è qui che viene in rilievo anche l’aspetto politico della vicenda, che potrebbe influenzare non poco il suo esito: il nome di Atitech è inevitabilmente legato a quello di Gianni Lettieri, socio maggioritario, che qualche mese fa è indagato proprio per la non cristallina gestione della stessa azienda, la quale è stata sottoposta ad un sequestro del valore di 350mila euro dal Tribunale di Napoli.

Responsabilità e soluzioni sono concentrate ancora una volta nelle mani di una classe dirigente – o aspirante tale – che, nel frattempo, gioca con la vita di centinaia di lavoratori.