Oltre 400 anni di carcere per gli scissionisti: duro colpo agli Amato-Pagano

Oltre 400 anni di carcere per gli scissionisti: duro colpo agli Amato-Pagano

Il boss Mariano Riccio era il capo della cosca


MELITO – Quasi quattro secoli di carcere: questa la richiesta del pm della Dda contro un gruppo di presunti trafficanti di droga al servizio dell’ala scissionista di Mariano Riccio del clan Amato-Pagano che a Melito, e in particolare alla 219 dettava legge e soprattuto smerciava droga.

La Procura ha ricostruito tutto l’organigramma della cosca. Mariano Riccio a parte, considerato il capo prima e dopo l’arresto del 2014, “promotori e organizzatori sono considerati Mario Iadonisi, Vincenzo Aletto, Armando Di Somma, Davide Tarantino, Castrese Ruggiero, Antonio Caputo, Giuseppe Siviero, Giuseppe Busiello, Salvatore Stabile, Antonio Parolisi, Gaetano Milone e Saverio Panico”, ha spiegato il pm della Dda durante la requisitoria. L’associazione a delinquere faceva affidamento su un gruppo folto di persone incesurate.

Mario Riccio detto “Mariano”, a dimostrazione del ruolo apicale, in alcune intercettazioni viene definito “o’ masto” e gli indagati facevano riferimento a lui a proposito delle “mesate”. Tant’è vero che Antonio Ruggiero, vittima della lupara bianca più di due anni fa, spiegava a un affiliato di dover pazientare in attesa di stabilire chi avesse dovuto provvedere alla divisione dei soldi. “Prima era “o’ masto”, ora non si sa ancora”.

Una prova dell’ingente traffico di droga a Melito nelle piazze di spaccio nel rione “219” di via Lussemburgo, nel rione “219” di via Arno e nel parco “Monaco”, zona conosciuta come “Coscia Borrelli”.
Si è avuta anche recentemente, quando una microspia piazzata nell’autovettura di Vincenzo Esposito detto “Mimì” fece scoprire uno dei nascondigli della droga: la statua del “Volto Santo”, eretta proprio in via Lussemburgo. Parlando con Vincenzo Aletto, Vincenzo Esposito il 27 gennaio 2015 fece un’importante conversazione di cui si riporta uno stralcio.
LE INTERCETTAZIONI
Mimì: “Prima di avere l’alto impatto, caricavamo 20-25, il Volto Santo teneva sempre trenta cose per terra, nei periodi Bakù e della 167 chiuse. Mi stai sentendo?”. Aletto: “Qua si lavorava malamente”. Nella ricostruzione degli inquirenti, stando al racconto di “Mimì”, nella statua del Volto Santo o nei dintorni erano sempre disponibili trenta pacchi di crack, nascosti e pronti a essere smistati ai vari punti vendita di Melito. La controprova i carabinieri di Marcianise la ebbero intercettando un cognato di Mario Iadonisi che si riforniva da quest’ultimo. Nell’autovettura fu trovato un quadernetto con degli appunti che si riferivano a un notevole giro di droga.
LE RICHIESTE DI CONDANNA
  1. AIELLO GIUSEPPE 14 ANNI
  2. ALETTO VINCENZO 20 ANNI
  3. ARTICÒ MASSIMO 14 ANNI
  4. ASCIONE GIOVANNI 12 ANNI
  5. BORRELLO CARMELO 14 ANNI
  6. BUSIELLO GIUSEPPE 20 ANNI
  7. CAPUTO ANTONIO 20 ANNI
  8. CERQUA CIRO 14 ANNI
  9. COLUCCI GIUSEPPE 14 ANNI
  10. CRISANTI NUNZIA 14 ANNI
  11. CRISANTI VITTORIO 14 ANNI
  12. DE MARTINO GIUSEPPE 14 ANNI
  13. DI SOMMA ARMANDO 20 ANNI
  14. ESPOSITO VINCENZO 14 ANNI
  15. FERRARA DIEGO 14 ANNI
  16. FRASCOGNA RAFFAELE 14 ANNI
  17. ADONISI MARIO 20 ANNI
  18. MAURIELLO RAFFAELE 14 ANNI
  19. MESSINA MICHELE 12 ANNI
  20. MILIONE GAETANO 20 ANNI
  21. PANICO SAVERIO 20 ANNI
  22. PAROLISI ANTONIO 20 ANNI
  23. PERONE NATALE 15 ANNI
  24. PEZZELLA GIOVANNI 14 ANNI
  25. RICCIO ALFONSO 20 ANNI
  26. RICCIO MARIANO 20 ANNI
  27. RUGGIERO CASTRESE 20 ANNI
  28. SICA GIUSEPPE 14 ANNI
  29. SIVIERO GIUSEPPE 20 ANNI
  30. STABILE SALVATORE 20 ANNI
  31. TESSITORE RAFFAELE 14 ANNI
  32. TUTINO LUIGI 14 ANNI