Ucciso con la fidanzata durante una cena: era cresciuto a Sant’Antimo

Ucciso con la fidanzata durante una cena: era cresciuto a Sant’Antimo

Doveva essere una serata tra amici ma si è trasformata in tragedia: motivi passionali potrebbero esserci dietro il duplice omicidio


MESTRE – Era originario di Sant’Arpino in provincia di Caserta ma era cresciuto a Sant’Antimo il giovane ingegnere napoletano Biagio junior Buonomo (nella foto al centro) ucciso insieme alla sua fidanzata Anastasia Shakurova, in un appartamento della periferia di Mestre, dove l’ex compagno della ragazza, Stefano Perale, 50 anni, un docente formatore, aveva invitato i due a cena, per poi narcotizzarli ed ammazzarli.

Vito Buonomo, padre del ragazzo ucciso, lavora come geometra al comune di Sant’Arpino e la sua è una famiglia molto conosciuta nel paese casertano. Biagio junior aveva molti amici a Sant’Antimo dove era cresciuto.

Aveva studiato al liceo Diaz di Caserta, poi la laurea in ingegneria all’ università Federico II di Napoli.Da qualche anno viveva a Gallarate, in provincia di Varese, insieme alla bellissima ragazza russa. I due erano stati in Campania la settimana scorsa a Barano d’Ischia, dove aveva preso la residenza, per le elezioni comunali. La donna aspettava un bambino e avevano acquistato una casa a Mestre.

I FATTI. Una cena tra amici, a Mestre, si è trasformata in un nuovo caso di omicidio a sfondo passionale. Le vittime sono un ingegnere napoletano di 31 anni, Biagio Junior Buonomo, e la sua fidanzata russa di 30, Anastasia Shakurova. Ad ucciderli l’ex compagno di lei, Stefano Perale, 50, un docente formatore, nell’appartamento dell’uomo, al primo piano di una palazzina nell’immediata periferia di Mestre.

L’OMICIDIO. E’ stato lo stesso Perale, in stato confusionale, a chiamare in piena notte la polizia e confessare: “Venite, ho ucciso due persone”. Quando gli agenti sono arrivati, i segni della carneficina erano ancora evidenti, a partire dalla grande macchia di sangue all’ingresso del condominio. L’uomo ha prima fatto bere alla coppia una sostanza narcotizzante, mescolata alle bibite servite a tavola, e poi li ha finiti. Si è accanito prima sulla sua ex, una bella ragazza dai lunghi capelli castani che aveva studiato all’Università Ca’ Foscari di Venezia, soffocandola in camera da letto, forse con un fazzoletto premuto a lungo sul volto, e poi ha rivolto la sua rabbia contro il rivale, colpito a sprangate in cucina e finito, secondo una prima ipotesi, proprio nell’androne del palazzo, dove Perale lo ha raggiunto mentre l’altro tentava di fuggire.