Agguato a Piscinola: l’obiettivo dei killer è un ex pentito che tradì i Lo Russo

Agguato a Piscinola: l’obiettivo dei killer è un ex pentito che tradì i Lo Russo

Nipote di un capo storico dei “Capitoni”, fu uno dei primi accusatori del clan di Miano


NAPOLIMario Centanni detto “Bijoux” era lui l’obbiettivo dei sicari che sabato sera, intorno alle 19.30, hanno aperto il fuoco a piazza Bernardino Tafuri ma a pagarne le spese è stato un 15enne che non ha nulla a che fare con la criminalità organizzata. Il ragazzo è rimasto ferito ad una natica, sta bene ma dovrà essere sottoposto ad un intervento chirurgico per rimuovere la pallottola. Centanni, 41enne già noto alle forze dell’ordine, è nipote di Salvatore Lo Russo, capo storico del gruppo dei Capitoni. Fu uno dei primi accusatori della sua famiglia e l’agguato ai suoi danni potrebbe essere il sintomo di uno nuovo riassetto del mondo criminale della periferia nord di Napoli.

Già nel 2010 Centanni sfuggì ad un agguato. È lui stesso a raccontarlo: «Ero fermo in strada insieme ad un mio conoscente quando tre uomini del clan Lo Russo uscirono da dietro ad un angolo e cominciarono a sparare…esplosero circa una ventina di colpi e fui ferito di striscio alla spalla, al corpo e al viso». Questo episodio poi lo spinse a collaborare per la prima con lo Stato ma il suo rapporto si interruppe perchè non voleva stare lontano dalla famiglia. Ora, questo nuovo attentato alla sua vita potrebbe fargli cambiare idea di nuovo. Secondo gli investigatori che stanno lavorando al caso a premere il grilletto potrebbe essere stati sicari del clan Stabile-Ferraro, per anni sottomessi ai Lo Russo e che ora stanno approfittando della debolezza dei “capitoni” per rialzare la testa. Il nuovo clan sta cercando di riacquisire il controllo del territorio ed eliminare un uomo dei Lo Russo, per di più ex collaboratore di giustizia, rappresenta uno step fondamentale per riaffermare il proprio dominio.

(Nella foto Salvatore Lo Russo, zio di Mario Centanni)