Aria irrespirabile da Auchan dopo il rogo: dipendenti a lavoro con le maschere

Aria irrespirabile da Auchan dopo il rogo: dipendenti a lavoro con le maschere

Alcuni padiglioni, quelli più vicini all’incendio, sono stati chiusi. I vertici pensano ad azioni legali contro le istituzioni


GIUGLIANO – Il giorno dopo il maxi-rogo che ha sconvolto la domenica di shopping al parco commerciale Auchan è il momento di tornare a lavoro per molti dipendenti. Si cerca di tornare alla normalità e le attività commerciali sono aperte ma l’aria all’interno della galleria commerciale è ancora maleodorante e a tratti irrespirabile. Per questo motivo molti dipendenti hanno scelto di venire a lavorare con le mascherine protettive per provare a limitare i danni e filtrare l’aria tossica che circola in tutta la zona. Alcuni padiglioni, quelli più vicini alla zona del rogo, sono stati chiusi al pubblico.

All’esterno la situazione è quella di uno scenario di guerra, sterpaglie bruciate, terreno nero e cumuli di cenere fumante. Come se non bastasse il caldo e il vento hanno rianimato alcuni focolai e si teme il principio di un nuovo rogo. I vertici di Auchan intanto stanno pensando ad un azione legale nei confronti di chi aveva il compito di bonificare la zona che ieri è andata a fuoco, sia per i danni materiali relativi alla chiusura, sia per quelli di immagine. Una porzione di terra in passato occupata abusivamente da alcune famiglie rom e che dopo il loro spostamento era diventato ricettacolo di rifiuti di ogni genere, in barba all’azione di bonifica ventilata dalle amministrazioni. Lo scaricabarile politico è già iniziato: il sindaco dice che la responsabilità era dell’are metropolitana mentre l’ente locale respinge le accuse al mittente. Intanto a soffrire è la salute dei cittadini.