Blitz di carabinieri e polizia nel rione delle stese: 9 arresti

Blitz di carabinieri e polizia nel rione delle stese: 9 arresti

I soggetti sono riteneti responsabili di associazione di tipo mafioso finalizzata a omicidi, estorsione e spaccio


NAPOLI – Nella mattinata odierna, nel corso di un’operazione congiunta che ha visto impegnate diverse forze di polizia (squadra Mobile di Napoli e comando Provinciale co di Napoli) stata data esecuzione alla misura cautelare emessa dal G.I.P del ir Tribunale di Napoli su richiesta di questa D.D.A., nei confronti di 9 persone indagate, a vario titolo, per aver fatto parte del clan camorristico Esposito-Genidoni (storicamente attivo a Napoli, nel quartiere cittadino della Sanita) Gli indagati sono chiamati a rispondere di associazione di tipo mafioso, detenzione illegale di armi da fuoco, detenzione illecita di sostanze stupefacenti e tentato omicidio con l’aggravante di cui all’art. 7 L203/91.

 

Il provvedimento cautelare si fonda sugli esiti delle attivita investigative frutto di un lavoro di sinergia, svolto di concerto, tra loro, da diverse forze dell’ordine (Squadra Mobile e Comando Provinciale CC di Napoli), che hanno focalizzato l’attenzione sul territorio della Sanita, teatro di numerosi agguati e di azioni dimostrative del controllo del territorio altrettanto pericolose (le cd. “stese”) La complessa attivita d’indagine, espletata soprattutto tramite le intercettazioni telefoniche ed ambientali, incentrata, oltre che sul capo clan Genidoni Antonio, anche sui soggetti a vario titolo collegati al suo nucleo familiare ed ai suoi piu fidati uomini, ha consentito di ricostruire il ruolo di diversi affiliati al clan (alcuni dei quali già detenuti maggio scorso per il duplice omicidio Vigna Vastarella, cd. “strage delle Fontanelle”) nonché il ruolo di soggetti successivamente transitati nelle file di altri clan. ll materiale indiziario raccolto ha trovato conforto anche in plurime dichiarazioni di collaboratori di giustizia ele, alcuni quali membri dello stesso clan, altri gia componenti di CHE clan avversi hanno vissuto sia il periodo in cui il sodalizio criminoso era retto da Esposito Pietro, deceduto nel corso di un agguato nel novembre del 2015, che i momenti successivi, contraddistinti dalla reggenza del Genidoni e di suo cugino Spina Francesco. Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia hanno consentito anche di fare luce sugli autori del tentato omicidio di Bara Francesco, successivamente ucciso nel dicembre del 2012.

 

Tra i destinatari del provvedimento restrittivo,oltre a Genidoni Antonio,vi sono anche la madre Addolorata Spina, la moglie Esposito Vincenza, Daniello Alessandro ed Esposito Emanuele Salvatore (gia detenuti per gli omicidi del 22 aprile 2016 in Via Fontanelle), Mallo Walter (gia detenuto per una condanna ad anni 16 di reclusione quale capo dell’omonimo clan camorristico), Spina Francesco, Basile Salvatore e Riccio Agostino.

 

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Pubblicato da Il Meridiano News su Martedì 25 luglio 2017